Il
CdaP è strumento di un cammino parrocchiale che intende farsi missionario,
all'interno della comunità stessa, perseguendo due obiettivi: quello di
rendere familiari con il Vangelo i cosiddetti «praticanti» e quello di fare
la comunità più attenta all'annuncio dello stesso Vangelo a quanti vivono
ai margini della realtà ecclesiale, i cosiddetti «lontani» o «marginali»
o «ritornanti».
In
tal modo il CdaP assomiglia ad
una cellula missionaria costituita
da persone che portano la parola del Vangelo e i segni della vita cristiana
sia tra i lontani sia dentro le pieghe della propria vita perché sia sempre
più evangelica. Si tratta dunque di una forma nuova di animazione missionaria
della parrocchia con lo stile dell'ascolto, del dialogo, della carità, della
vicinanza con gli uomini del nostro tempo.
In
conclusione si tratta di uno strumento per un progetto pastorale che confida
di porre la Scrittura a fondamento del rinnovamento della vita cristiana del
Popolo di Dio nella specifica obbedienza al Concilio Vaticano secondo che
afferma: «è necessario che i fedeli
abbiano largo accesso alle Scrittura» (Dei Verbum, 22) e all'insegnamento
dei Vescovi che nel documento "Comunicare il vangelo in un mondo che
cambia" affermano: «Il Vangelo è il più grande dono di cui dispongono
i cristiani. Perciò essi devono condividerlo
con tutti gli uomini e le donne che sono alla ricerca di ragioni per
vivere, di una pienezza della vita» (n. 32).
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I praticanti raccolgono l'ammonimento di san Gregorio Magno: «Impara
a conoscere il cuore di Dio nelle parole di Dio».
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I lontani si vedono annunciare il Vangelo e tutte le Scritture
come invito al ritorno a Dio. Dice sant'Agostino: «Il Padre nostro ci ha inviato delle lettere, ci ha fatto pervenire le
Scritture, onde accendere in noi il desiderio di tornare».
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E' un progetto pastorale che vuole far leva sui laici chiamati ad
essere ad un tempo evangelizzati ed evangelizzatori secondo quanto afferma Il
rinnovamento della catechesi al n. 12: «Nella Chiesa ogni credente è, per la
sua parte, responsabile della Parola di Dio. Ognuno riceve lo Spirito Santo
per annunciarla fino alle estremità della terra. A tal fine, lo Spirito Santo
dispensa a ciascuno grazie, carismi e uffici, secondo la posizione che occupa
nella Chiesa».
E il Papa
Giovanni Paolo II nella Novo Millennio
Ineunte (39, 40) afferma: «Non c'è
dubbio che il primato della santità e della preghiera (nella vita cristiana)
non è concepibile che a partire da un rinnovato ascolto della parola di
Dio. Nutrirci della Parola, per essere
"servi della Parola" nell'impegno dell'evangelizzazione: questa è
sicuramente una priorità per la Chiesa all'inizio del nuovo millennio.
Occorre riaccendere in noi lo slancio delle origini, lasciandoci pervadere
dall'ardore della predicazione apostolica seguita alla Pentecoste. Dobbiamo
rivivere in noi il sentimento infuocato di Paolo, il quale esclamava:
"Guai a me se non predicassi il Vangelo!". (…) Questa passione non
mancherà di suscitare nella Chiesa una nuova missionarietà, che non potrà
essere demandata ad una porzione di "specialisti", ma dovrà
coinvolgere la responsabilità di tutti i membri del Popolo di Dio. Chi ha
incontrato veramente Cristo, non può tenerselo per sé, deve annunciarlo.
Occorre un nuovo slancio apostolico che sia vissuto quale impegno
quotidiano delle comunità e dei gruppi cristiani».