I Centri di Ascolto della Parola 

 

1. Definizione dei Centri di ascolto.

 

«Il  CdaP è costituito da un gruppo di cristiani che si incontrano periodicamente per aiutarsi nel dialogo e nella riflessione ad ascoltare e a capire un brano del Vangelo (della Sacra Scrittura), per poi pregare a partire da esso e maturare in tal modo nella fede e nella vita cristiana».

 

2. Strumento pastorale.
 

Il  CdaP è strumento di un cammino parrocchiale che intende farsi missionario, all'interno della comunità stessa, perseguendo due obiettivi: quello di rendere familiari con il Vangelo i cosiddetti «praticanti» e quello di fare la comunità più attenta all'an­nuncio dello stesso Vangelo a quanti vivono ai margini della re­altà ecclesiale, i cosiddetti «lontani» o «marginali» o «ritornanti».
 

In tal modo il  CdaP assomiglia ad una cellula missionaria costi­tuita da persone che portano la parola del Vangelo e i segni della vita cristiana sia tra i lontani sia dentro le pieghe della propria vita perché sia sempre più evangelica. Si tratta dunque di una forma nuova di animazione missionaria della parrocchia con lo stile dell'ascolto, del dialogo, della carità, della vicinanza con gli uomini del nostro tempo.
 

In conclusione si tratta di uno strumento per un progetto pa­storale che confida di porre la Scrittura a fondamento del rinnovamento della vita cristiana del Popolo di Dio nella specifica obbedienza al Concilio Vaticano secondo che afferma: «è necessario che i fedeli abbiano largo accesso alle Scrittura» (Dei Verbum, 22) e all'insegnamento dei Vescovi che nel documento "Comunicare il vangelo in un mondo che cambia" affermano: «Il Vangelo è il più grande dono di cui dispongono i cristiani. Perciò essi devono condividerlo con tutti gli uomini e le donne che sono alla ricerca di ragioni per vivere, di una pienezza della vita» (n. 32).

  

-         I praticanti raccolgono l'ammonimento di san Gregorio Magno: «Impara a conoscere il cuore di Dio nelle parole di Dio».

-         I lontani si vedono annunciare il Vangelo e tutte le Scritture come invito al ritorno a Dio. Dice sant'Agostino: «Il Padre nostro ci ha inviato delle lettere, ci ha fatto pervenire le Scritture, onde accendere in noi il desiderio di tornare».

-         E' un progetto pastorale che vuole far leva sui laici chiamati ad essere ad un tempo evangelizzati ed evangelizzatori secondo quanto afferma Il rinnovamento della catechesi al n. 12: «Nella Chiesa ogni credente è, per la sua parte, responsabile della Parola di Dio. Ognuno riceve lo Spirito Santo per annunciarla fino alle estremità della terra. A tal fine, lo Spirito Santo dispensa a ciascuno grazie, carismi e uffici, secondo la posizione che occupa nella Chiesa».
 

E il Papa Giovanni Paolo II nella Novo Millennio Ineunte (39, 40) afferma: «Non c'è dubbio che il primato della santità e della preghiera (nella vita cristiana) non è concepibile che a partire da un rinnovato ascolto della parola di Dio. Nutrirci della Parola, per essere "servi della Parola" nell'impegno dell'evangelizzazione: questa è sicuramente una priorità per la Chiesa all'inizio del nuovo millennio. Occorre riaccendere in noi lo slancio delle origini, lasciandoci pervadere dall'ardore della predicazione apostolica seguita alla Pentecoste. Dobbiamo rivivere in noi il sentimento infuocato di Paolo, il quale esclamava: "Guai a me se non predicassi il Vangelo!". (…) Questa passione non mancherà di suscitare nella Chiesa una nuova missionarietà, che non potrà essere demandata ad una porzione di "specialisti", ma dovrà coinvolgere la responsabilità di tutti i membri del Popolo di Dio. Chi ha incontrato veramente Cristo, non può tenerselo per sé, deve annunciarlo. Occorre un nuovo slancio apostolico che sia vissuto quale impegno quotidiano delle comunità e dei gruppi cristiani».

Tommaso Stenico  -  pagine di teologia pastorale e catechesi  -  www.stenicotommaso.it     tomstenico@stenicotommaso.it