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La
Preparazione
dei Centri di Ascolto della Parola
1.
Come scegliere casa, ospiti ed animatori
CASA
Sono
da evitare i luoghi pubblici o
anonimi. Ottima la scelta della casa.
Si
favorisce così il dialogo personale e, soprattutto, si dà un segno chiaro
che l'evangelizzazione deve partire quasi «fisicamente» dalla famiglia
all'interno della quale troppo spesso non si riesce più a dialogare e tanto
meno a dialogare di fede.
Per
garantire accoglienza fraterna e sincera si deve evitare che la famiglia
ospitante abbia troppe inimicizie o rapporti poco buoni col vicinato. La
disattenzione su questo punto può costare il fallimento del
CdaP. Buoni risultati si possono avere anche quando siamo ospitati
nelle case dei così detti cristiani «marginali» o «lontani» e non
solamente quando ci rechiamo nelle case delle persone ben disposte e già
praticanti.
La
sede dei CdaP può anche variare,
basta che se ne informino i partecipanti e che si tenga presente quanto detto
sopra a proposito delle caratteristiche che deve possedere la famiglia che
ospita. Non vale la pena cambiare per cambiare. Si cambia se questo è utile.
GLI
ANIMATORI
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La
scelta degli animatori costituisce il
problema più difficile. Il motivo principale sembra consistere
nel fatto che le persone disponibili hanno solitamente già altri
incarichi in parrocchia. Si potrebbe obiettare che in una giusta scala
di valori questo impegno dovrebbe precederne molti altri, se non
addirittura avere la precedenza assoluta. E di fatto è così.
Tuttavia ci si potrebbe rivolgere anche ad altre persone che, pur con
una fede solida e matura, non collaborano in parrocchia perché non
trovano un incarico loro congeniale, mentre potrebbe trovare
gradimento in quello di animatore dei
CdaP. Perché non proporlo? Si potrebbero avere delle gradite
sorprese. |
E'
normale che la prima reazione dell'interpellato sia quella di esprime un po' di timore se non paura nella sincera convinzione di non
essere all'altezza del compito. Ma poi, se aiutato a comprendere bene il suo
ruolo, accetta, non senza un po' di batticuore almeno per le prime sere.
Egli
viene reso consapevole, già in partenza, che non tutto potrà andare sempre
bene e che una serata mal riuscita non è per necessità di cose da
addebitarsi alla sua incapacità. Gli si dirà che, andando a nome della
Chiesa e in quanto credente, non gli mancherà l'aiuto dello Spirito Santo nel
quale è da confidare totalmente. Certamente gli va assicurata una buona
preparazione e un costante accompagnamento nel suo lavoro.
I
responsabili di caseggiato
I
responsabili di caseggiato (o quartiere, o via) si possono reclutare più
facilmente, essendo il loro compito, come si è visto, relativamente facile, e
comunque affidabile a persone che godono la stima e la simpatia del vicinato.
I
partecipanti
La
scelta dei partecipanti può essere fatta in vari modi che vanno dal semplice
avviso fatto in chiesa alla visita a casa fatta dai responsabili di
caseggiato. Proprio perché non ci siano pressioni indebite di nessun tipo, è
preferibile che l'invito sia fatto personalmente e quasi casa per casa, ma non
dagli animatori dei gruppi né dalle famiglie ospitanti. Ci si rivolga a
coloro che abitano nel vicinato anche
se non si può escludere di estenderlo ad amici e conoscenti, indicando la
casa dell'incontro, ma anche lasciando tutti liberi di recarsi là dove
credono più opportuno.
2.
Come preparare le persone
La
preparazione dei partecipanti e
degli ospitanti viene fatta
solitamente dal parroco che apre la prima serata e che presenta ai convenuti
il loro animatore. Se il parroco non può essere presente, l'animatore stesso
si presenterà chiedendo agli altri, se non si conoscono, di fare altrettanto.
Diverso
è invece il discorso per gli animatori.
Essi sono chiamati a dirigere una serata nella quale assieme alla verità
di fede entrano in gioco anche fattori piscologici e capacità di relazione
tra le persone. Per questo non basta una preparazione teologica e dottrinale
anche profonda, ma occorre avere una conoscenza pratica del metodo e dei
principi della dinamica di gruppo. Le improvvisazioni, senza nulla togliere
alla grazia di Dio, che agisce ben al di là dei nostri schemi, non sono da
favorire.
Anche
il cardinale Martini fin dall'inizio del suo servizio episcopale a Milano
scriveva:
«Tutta questa attività a servizio della
Parola sembra richiedere che nella comunità cristiana vi siano, accanto ai
presbiteri, anche dei laici capaci di animare e sostenere lo sforzo capillare
di lettura e di ascolto.. C'è da domandarsi se non sia giunto il tempo di
pensare ad offrire e poi anche a richiedere una formazione più omogenea e
costante a tutti coloro che già esercitano questi ministeri di fatto»
(Cardinale Martini).
Queste
parole spronano a un programma
preciso di formazione degli animatori dei
CdaP dedicato essenzialmente alla "formazione" di un laicato
adulto nella fede.
Occorre
pertanto che i parroci avviino in
sede locale la preparazione degli animatori dando un indirizzo unitario,
facendo cogliere le istanze principali, che occorre far emergere durante il
CdaP. Non si tratta di preparare il commento al brano evangelico, perché
non è questo il compito dell'animatore, si tratta piuttosto di fornire gli
spunti necessari per avviare il dialogo ed i punti di riferimento entro i
quali tenerlo. Va da sé che l'occasione si presta per un'istruzione da parte
del sacerdote, che serva da ampliamento della base conoscitiva dell'animatore.
La
formazione anche spirituale, e non solo tecnica, alla lunga finisce per
costituire un momento privilegiato
di formazione dei propri laici adulti.
La
presenza del sacerdote si rivela utile anche a livello di incoraggiamento, di
aiuto a superare le difficoltà, di suggerimento sugli adattamenti necessari
alla situazione locale. Per cui prima di ogni
CdaP è opportuno che gli animatori si vedano col proprio parroco.
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Il
CdaP degli animatori
Importantissimo è il dialogo tra gli
animatori,
è la migliore preparazione a quello che dovranno animare. Per questo è necessario che prima di essere mandati occorre che gli
animatori siano "chiamati" a fare esperienza di
CdaP. Solo dopo a aver fatto simile esperienza si può
andare nelle case ed essere più tranquilli di fronte al compito da
svolgere che apparirà meno difficile perché se ne è sperimentato
l'andamento nel CdaP
degli animatori..
Affermava San Gregorio
Magno: «So infatti che spesso
molte cose che nella santa Scrittura da solo non riuscivo a
comprendere le ho capite quando mi sono trovato in mezzi ai
fratelli… ve lo confesso, candidamente, il più delle volte con voi
ascolto quello che a voi dico».
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