Per una presenza efficace

dei Genitori

nell’ Iniziazione Cristiana dei figli

________________________

 

Nella comunità ecclesiale vi sono alcune occasioni e alcuni momenti assai favorevoli per annoverare la presenza dei genitori nel cammino di fede dei figli. Certamente tale presenza ora è più auspicata che effettiva; tuttavia alcune tappe della vita cristiana dei figli possono costituire l’elemento provvido per avviare una reale e fattiva intesa tra parrocchia e famiglia.

 

____________________________________________________

 

 

1.   La preparazione dei genitori al battesimo dei figli.

Il battesimo dei figli rappresenta per i genitori una preziosa occasione per riscoprire e approfondire il messaggio cristiano.

Pertanto la catechesi ai genitori dei battezzandi non può ridursi alla sola presentazione del rito sacramentale, ma deve riproporre loro il nucleo centrale della fede cristiana per maturare in essi la volontà di battezzare i figli come espressione di una vera scelta di fede.

Anche la richiesta del battesimo da parte di genitori non praticanti o abitualmente assenti dalla vita della comunità cristiana può diventare occasione per riproporre a essi un cammino di riscoperta e valorizzazione della  fede e della pratica cristiana.

Analogamente la richiesta del battesimo può costituire una preziosa occasione per evangelizzare le coppie che vivono in una condizione "irregolare" al fine di aiutarli a regolarizzare la loro situazione.

 

In ogni modo, la catechesi battesimale non può limitarsi a "far capire", ma deve puntare a "far vivere" esperienze di fede e a trasformare il modo di pensare e di vivere.

 

Logisticamente, sembra opportuno favorire gli  incontri nelle case dei genitori che si preparano al battesimo dei figli.

Perciò il parroco con il consiglio pastorale parrocchiale dovrebbe avere cura di formare un gruppo di cristiani, composto preferibilmente da coppie di sposi, ma anche da singole persone debitamente preparate, in grado di animare l'itinerario di rievangelizzazione e di catechesi con i genitori, i padrini e i familiari dei battezzandi.

Strumento idoneo per questa catechesi appare essere il Catechismo: "Lasciate che i bambini vengano a me".

I catechisti, coglieranno nel testo quei contenuti che meglio rispondono alle necessità dei genitori e li proporranno tenendo conto dei loro diversi atteggiamenti religiosi e delle loro diverse "condizioni" culturali.

Molti genitori quando iniziano questi incontri di catechesi manifestano pregiudizi verso la Chiesa, indifferenza religiosa, lontananza dalla pratica religiosa e dalla vita ecclesiale: occorre che i catechisti ascoltino i genitori con calma e rispetto, valorizzino gli aspetti positivi che essi presentano, diano motivazioni, suscitino la voglia di Dio, sopratutto offrano ai genitori la possibilità di vivere una esperienza di Chiesa, fatta di fraternità e solidarietà sincera.

 

2. La catechesi con i genitori in occasione dell'iniziazione cristiana dei figli.

 

Non c'è parrocchia dove non si tengano almeno alcuni incontri di catechesi con i genitori dei comunicandi e dei cresimandi; tuttavia non si può tacere in merito ad alcuni limiti e ambiguità a volte riscontrati:

-   La catechesi con i genitori si riduce spesso a catechesi con le mamme.

-   Non si è sufficientemente attenti alla diversità dei partecipanti, sopratutto per quanto riguarda il loro atteggiamento verso la fede cristiana e la loro situazione coniugale.

-   Il senso di "obbligatorietà" non mette gli adulti nell'atteggiamento ideale per un ascolto sereno e un'accoglienza libera del Vangelo.

-    Spesso in questi incontri si adotta un metodo "impositivo" e direttivo: i genitori si sentono trattare come uditori passivi, cui è concesso tutt'al più di chiedere spiegazioni; la mancanza di dialogo e, prima ancora, di un clima di famiglia rende difficile la comunicazione e la condivisione dei problemi e delle esperienze.

-    Troppo spesso la catechesi con i genitori si riduce a degli incontri slegati tra loro, senza un vero filo conduttore e senza una reale progressione.

 Occorre: 

1.   Ridestare nei genitori il senso religioso; far riscoprire loro il nucleo essenziale del messaggio cristiano; aiutarli a riscoprire la comunità parrocchiale come famiglia di famiglie e a ridestare il senso di  appartenenza ecclesiale; aiutarli a vivere rinnovati rapporti di accoglienza e di amicizia.

2.   Rimuovere l'ostacolo della obbligatorietà, dando ai genitori delle buone motivazioni per partecipare agli incontri di catechesi. Motivare significa saper cogliere le ragioni per cui vale la pena di accostarsi al messaggio cristiano e intraprendere un cammino di fede. Per suscitare l'interesse dei genitori verso la catechesi dei figli è opportuno invitare i genitori a partecipare ai loro incontri di catechesi, alle celebrazioni e alle iniziative educative previste dall'itinerario di fede dei figli; per quanto è possibile si raccomanda di integrare il cammino dei genitori con quello dei figli.

A chi spetta la catechesi con i genitori? Essa spetta certamente e in coscienza al pastore. Ma accanto al pastore, è necessario che si affianchino coppie di genitori capaci di ascoltare "dal di dentro" i coniugi-genitori, i loro problemi, i loro bisogni, capaci di aiutarli a comprendere l'annuncio cristiano nel concreto del quotidiano.

I genitori-catechisti lavorino possibilmente in èquipe (parroci e laici) e si manifestino realmente quali "portavoce" dell'intera comunità parrocchiale. Coinvolgano i genitori disponibili nella programmazione e attuazione dei diversi momenti dell'itinerario di fede dei figli (ivi compresi i momenti celebrativi, di festa e di impegno operativo).

 

La catechesi con i coniugi-genitori non deve avvenire solo in prossimità della celebrazione dei sacramenti dell'iniziazione cristiana. Infine insistiamo sulla necessità di riuscire a coinvolgere nella catechesi la coppia come tale, con la partecipazione anche del padre; ciò esige tra l'altro di prevedere anche orari su misura.

Per ciò che concerne i contenuti, non ci si limiterà ad una sommaria e superficiale verniciatura religiosa dei genitori, ma si punterà decisamente a svolgere una evangelizzazione vera e propria, che in certo modo si intrecci e si compia con quella dei figli. A questo proposito vanno progettati itinerari opportuni, che raggiungano i grandi obiettivi detti sopra, passando per la via dell'attenzione amorosa al cammino dei figli.

 

3. La catechesi dei genitori ai figli nel cammino  dell'iniziazione cristiana.

 

La catechesi della famiglia chiama in causa il "ministero" degli sposi. "La Grazia del matrimonio corrobora la vocazione cristiana dei coniugi, iniziata col battesimo, consacrandoli ministri di Dio per la santificazione della famiglia" (RdC 151)

Ministri di Dio, abilitati ed impegnati a fare della comunità familiare, che incomincia col matrimonio, uno spazio di santità e di espansione missionaria. Di questo ministero è parte rilevante l'educazione e l'iniziazione cristiana dei figli. I genitori sono sacramentalmente catechisti dei figli.

Quando la Lumen Gentium descrive la famiglia "quasi  chiesa domestica", si riferisce in primo luogo al compito dei "genitori" che "devono essere per i loro figli i primi maestri della fede" (LG 11).

Familiaris Consortio aggiunge che promuovendone ed accompagnandone la iniziazione cristiana essi "diventano pienamente genitori, generatori, cioè, non solo della vita carnale, ma anche di quella che, mediante la rinnovazione dello Spirito, scaturisce dalla croce e risurrezione di Cristo" (FC 39; cf anche DPF 143).

 

In che modo i genitori cristiani sono chiamati a svolgere e compiere il loro "ministero di evangelizzazione"?

La prima catechesi che i genitori fanno ai loro figli è quella della "testimonianza della vita" (FC 39).

Essi danno questa testimonianza con il loro stile di vita, con la loro comunione coniugale, con il tipo di rapporto che hanno con i figli, con il modo di esprimere l'amore verso di loro. I genitori evangelizzano i figli attraverso il clima che riescono a creare in famiglia.

A mano a mano che i figli crescono, il "ministero" dei genitori deve acquisire il metodo della condivisione: un vero e proprio cercare insieme ed ascoltare insieme per favorire la risposta  personale di  ciascuno.

 

In termini specifici, i genitori svolgono con i figli una "catechesi di accompagnamento", facendo propri gli obiettivi dell'itinerario di iniziazione cristiana, sostenuto dalla comunità, e caratterizzandoli in questo modo:

  •     aiutano la crescita dei figli nella vita di fede mediante un dialogo esplicito con loro ed un intervento educativo diretto e personalizzato;

  •     riprendono e ripropongono nel contesto familiare i contenuti della catechesi vissuta in parrocchia, traducendoli nel linguaggio proprio della famiglia;

  •      intensificano il dialogo tra i componenti della famiglia, in modo da rendere più naturale il "parlare di Dio", rispettando i tempi di maturazione di ogni persona e sapendo cogliere i momenti opportuni;

  •    fanno vivere l'esperienza della fede nella sua globalità (ascolto della Parola, preghiera familiare, testimonianza della carità);

  •     aiutano i figli a scoprire la loro personale vocazione;

  •     valorizzano in casa i segni della fede cristiana che possono contribuire a maturare gli atteggiamenti propri della persona credente: dal Crocifisso a un quadro religioso, dal libro della Bibbia a un segno che ricorda il battesimo...;

  •     valorizzano i gesti e le espressioni della fede, come il segno della croce, la preghiera prima e dopo i pasti, le espressioni della carità, dell'ospitalità, del perdono...;

  •    aiutano i figli ad appropriarsi del significato religioso di molte ricorrenze familiari che sembrano svuotarsi sempre più del loro significato profondo: anniversari di matrimonio, compleanni, ecc. (Cf DPF 144).

La catechesi dei genitori non è mai un fatto privato, anche quando si svolge nell'intimità della casa; essa è sempre catechesi della comunità ecclesiale (cf EN 61).

Se, da un lato, "precede, accompagna ed arricchisce ogni altra forma di catechesi" (CT 68), dall'altro, "deve restare in intima connessione e deve armonizzarsi con tutti gli altri servizi di evangelizzazione e di catechesi presenti ed operanti nella comunità ecclesiale, sia diocesana che parrocchiale" (FC 53).

 

E' nella parrocchia che si armonizzano tra loro le varie iniziative catechistiche, perchè proprio nella comunità parrocchiale la catechesi interagisce con le celebrazioni liturgiche e sacramentali, che non si limitano ai grandi momenti dell'esistenza, ma alimentano tutta la vita.

La catechesi dei genitori, perciò, è innervata nella vita ecclesiale della parrocchia. L'una e l'altra sono interdipendenti tra loro. Non si giunge, infatti, a capire il valore della catechesi familiare, a volerla ed a rendersi idonei nel realizzarla, se la comunità parrocchiale non si fa carico di iniziative vivaci e costanti per la formazione permanenti degli sposi e dei genitori.

 

La comunità cristiana ha il compito di aiutare i genitori a fare catechesi ai figli secondo il linguaggio familiare, per cui la comunicazione della fede non si attua solo "nel dialogo esplicito sui temi della fede, ma anche e sopratutto vivendo secondo il Vangelo sia le scelte più semplici della giornata, sia quelle legate ad alcuni particolari avvenimenti della stessa vita familiare" (DPF 144).

 

I genitori evangelizzano i figli quando li aiutano a trovare nel Vangelo e nell'esperienza della preghiera le motivazioni fondamentali della propria vita, dell'amore, del lavoro; quando li aiutano a dare ogni giorno un senso cristiano alla vita; quando si aprono all'ospitalità e sono disposti a "perdere del tempo" per gli altri, quando aprono non solo la porta ma anche il cuore, quando si fanno carico dei problemi del paese o del quartiere.

 

 

 

 

Tommaso Stenico  -  pagine di teologia pastorale e catechesi  -  www.stenicotommaso.it     tomstenico@stenicotommaso.it