Ripensare la catechesi  

in chiave familiare

 

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Quello della famiglia è un ambito pastorale nel quale risulta particolarmente stridente la differenza di prospettive tra ciò che si auspica e che dovrebbe essere, e la realtà della ferialità.

Nelle pagine che seguono si intende riflettere brevemente sulla urgenza di ripensare la catechesi di iniziazione e ripensarla in chiave familiare, proponendo alcune linee di proposta, che possono essere oggetto di successivo dibattito.

 

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Ripensare la catechesi di Iniziazione cristiana.

 

Già da qualche anno, varie Comunità diocesane e parrocchiali si sono poste il problema delle modalità dell’evangelizzazione e della catechesi nei nostri giorni, osservando non senza preoccupazione come, in molte comunità un tempo fortemente segnate dall’annuncio e dalle tradizioni cristiane, si sia diffusa una “sordità” ed estraneità all’annuncio evangelico e alla sua manifestazione nella vita di ogni giorno.

 

Si è dovuto prendere atto che i tempi dell’entusiasmo del rinnovamento catechistico sono passati e che il servizio dell’annuncio alla Parola chiede nuove vie per giungere agli uomini di oggi.

Non è possibile per un credente cadere nella sfiducia; il cristiano è sempre chiamato a: rendere ragione, a chi ve lo domanda, della speranza che è in voi”.

 

La presenza di molte migliaia di catechisti nella Chiesa italiana è ancora imponente e la partecipazione alla catechesi è ancora largamente maggioritaria, ma è sconfortante il calo nella frequenza dell’Eucaristia domenicale e tragico il crollo dei fanciulli e ragazzi che hanno ricevuto la cresima e che di fatto abbandonano ogni forma di frequenza ecclesiale.

 

Occorre, pertanto, ripensare la catechesi e ricercare “nuove vie” nel solco della fedeltà all’Evangelo.

Se fino a questo momento la Comunità ha, per così dire, fornito il servizio dell’annuncio anche al di là di un fattivo coinvolgimento della famiglia è giunto il tempo di una correzione di rotta.

 

1. L’esigenza di ripensare la catechesi in chiave familiare.

 

Della necessità di coinvolgere i genitori nel cammino di Iniziazione cristiana dei figli si è sempre parlato. Qua  e là, in forma più o meno articolata le esperienze sono state molteplici: molte vie sono state tentate.

Oggi tuttavia, di fronte alla necessità di rivedere i modelli di iniziazione cristiana l’esigenza di sottolineare l’identità e il ruolo della famiglia, in quanto destinataria della catechesi e in quanto soggetto attivo della catechesi” diventa urgente e doveroso.

D’altra parte sono gli stessi genitori che ogni anno si presentano alla parrocchia e “consegnano” i loro figli per un periodo relativamente lungo, ma altrettanto importante e fondamentale per la loro crescita e formazione.

E’ una domanda fragile, quella dei genitori, motivata più dalla tradizione, che dalla effettiva necessità di far compiere ai loro figli un cammino di fede; la maggior parte di essi, infatti, richiede alla chiesa i sacramenti, visti per lo più come riti di passaggio obbligatori, ma fine a se stessi.

 

E’ necessario allora assumere questa richiesta in tutta la sua fragilità, per educarla, attraverso dei passi graduali; si tratta innanzitutto di:

  •    rendere i genitori consapevoli e responsabili del servizio alla vita che Dio ha posto nelle loro mani;

  •     illuminare il loro originario compito educativo in qualità di catechisti e primi maestri della fede per i loro figli.

  •   aiutarli a passare da una richiesta dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, fatta per tradizione, ad una richiesta motivata delle ragioni della fede,

  •     promuovere nei genitori una fede adulta propria di cristiani laici che hanno per vocazione la famiglia;

  •     abilitarli alla testimonianza di fede nella famiglia, nella Chiesa e nella società.

2. La proposta

 

La proposta del coinvolgimento dei genitori negli itinerari di Iniziazione cristiana dei fanciulli e ragazzi, pur presentando un alto tasso di novità, costituito dal coinvolgimento dei genitori, si presenta anche in continuità rispetto al passato, in quanto l'itinerario di Iniziazione è proposto dalla parrocchia e quindi condotto dai catechisti, mentre il ruolo dei genitori all’ interno della famiglia è quello di creare un a esperienza di fede, fatta di momenti di preghiera, di accoglienza, di dialogo, di ascolto, di condivisione di valori e di scelte di vita cristiana.

Il coinvolgimento dei genitori, in rapporto alla catechesi dei bambini e ragazzi, può essere:

  • previo: consiste, cioè, nel far precedere un percorso per i genitori prima di iniziare la catechesi con i figli;

  • concomitante: si realizza in parallelo agli incontri progettati per i fanciulli con una frequenza variabile;

  • concomitante e incrociantesi: alcuni incontri vengono fatti separatamente, altri riuniscono insieme genitori e figli.

Per quanto riguarda contenuti e caratteristiche del percorso da proporre ai genitori, è ritiene indispensabile che esso abbia un taglio evangelizzante.

 

Concretamente è possibile individuare tre tipi di percorso:

- un percorso di sostegno al compito educativo (che parte anzitutto dall’esigenza di molti genitori di crescere nella competenza educativa, ma che tiene conto anche delle situazioni di disagio o di problematicità nel rapporto dei genitori con i loro figli);

- un percorso ritmato sui contenuti della catechesi dei figli ma riformulato per gli adulti;

- un percorso di riscoperta della fede, di cosa significhi credere oggi (partendo, per esempio, dalle domande di senso sulla vita e sui perché fondamentali dell'esistenza).

 

3. Quali criteri?

 

È necessario che i progetti siano definiti secondo alcuni criteri.

 

Criterio di validità pastorale

 

La catechesi familiare raggiunge le sue finalità se è inserita organicamente nella pastorale della Comunità parrocchiale, soggetto primario della pastorale e ambito prezioso e difficilmente sostituibile di vera e significativa esperienza ecclesiale per tutti. Pertanto è fondamentale il coinvolgimento dell’intera comunità parrocchiale per arrivare a una condivisione dei progetti innovativi è fondamentale.

Scelte pastorali necessarie per rispondere a questo criterio: promuovere la formazione dei catechisti degli adulti all’interno della quale si preveda una formazione specifica di animatori per la famiglia;  

  • attivare in parrocchia un’effettiva sollecitudine , dentro un progetto, verso gli adulti genitori;

  • offrire un itinerario di fede permanente e progressivo che preveda l’ascolto, la celebrazione, la testimonianza.

 

Criterio di valenza catechistica

 

a. Dal punto di vista della famiglia: il progetto, per essere valido, deve essere motivante e coinvolgente i genitori; è fondamentale poter arrivare con le famiglie ad una “alleanza educativa”.

 

b. Dal punto di vista dei ragazzi: “la catechesi familiare ha un suo particolare rapporto con la catechesi parrocchiale. Si potrebbe dire che è di continuità e di distinzione. L’una non sostituisce e non supplisce l’altra”. E’ pertanto necessario che la Comunità parrocchiale definisca che cosa intende offrire e fare per l’educazione alla fede dei fanciulli e dei ragazzi.

 

Scelte pastorali necessarie:

  • riconoscere il ministero dei coniugi e della famiglia;

  • valorizzare il ruolo educativo primario dei genitori;

  • collaborare concretamente al compito educativo dei genitori, garantendo all’interno della parrocchia itinerari di fede per fanciulli e ragazzi;

  • coinvolgere i genitori nella programmazione e attuazione dell’itinerario di fede dei figli.

 

Criterio della continuità del progetto

 

Trattandosi di itinerari che hanno come meta la crescita nella fede, è opportuno evitare interventi improvvisati e sporadici, garantendo invece cammini continuati nel tempo secondo i criteri della gradualità e progressione.

 

 

Tommaso Stenico  -  pagine di teologia pastorale e catechesi  -  www.stenicotommaso.it     tomstenico@stenicotommaso.it