La catechesi familiare

 

 

La famiglia - si sa - è il primo luogo dell'evangelizzazione e la prima responsabile dell'educazione.

 

La catechesi in famiglia - come educazione cristiana e come pedagogia della fede- ha sue specificità che sono complementari a quella che si svolge in parrocchia, nei gruppi e in scuola, ma non è meno catechesi di questa, anzi ne rappresenta in un certo senso il modello ideale proprio per le sue note peculiari e uniche che la contraddistinguono.


Caratteristiche della Catechesi Familiare

1. Catechesi per la vita cristiana 

Sappiamo che uno degli sforzi più decisivi su cui si è misurato il rinnovamento della catechesi in questi ultimi decenni, è stato quello di portare la catechesi fuori dalle secche di un puro e semplice dottrinalismo astratto e concettuale, privo di aggancio con la vita e l'esperienza biblica ed ecclesiale. La catechesi è per la vita cristiana e suo fine è quello di unire strettamente fede e vita, culto ed esistenza nuova. La catechesi familiare offre il supporto e l'ambiente ideale per raggiungere questo fine. Si tratta infatti di una catechesi legata strettamente alla vita di ogni giorno, è vera scuola di vita da cui le nuove generazioni possono trarre un contenuto portante per conoscere, interiorizzare e vivere il messaggio evangelico, in un costante confronto tra Parola di Dio‑vita, culto‑esistenza, vocazione e missione.

 

Pensiamo ad esempio al tema di Dio Creatore e Padre, a quello dei perdono, a Cristo Figlio dei Padre e nostro salvatore al Battesimo come nuova nascita o all'Eucaristia come cena o mensa dei Signore ... si tratta di contenuti catechistici che come tanti altri possono essere agevolmente trasmessi dai genitori non solo con l'insegnamento, ma con l'esperienza concreta del vissuto collegandoli a momenti, fatti, situazioni, luoghi o segni propri della vita familiare.

 

In alcuni momenti forti poi il Magistero della vita così immediato nella famiglia, si avvale anche di quello della Parola e i genitori, esercitando il loro dono, comunicano in modo semplice e diretto le verità della fede, mostrandone la forte rilevanza che esse hanno con la vita. Si tratta di quegli eventi forti e critici che incidono profondamente nella realtà umana e spirituale della famiglia e sono snodi importanti nella educazione cristiana dei figli: pensiamo quando nasce una nuova vita in famiglia, quando qualche persona cara muore o è malata quando si ringrazia Dio per i doni ricevuti, quando ci si raccoglie nella preghiera , si sostiene la speranza in Dio per qualche prova.

Non fa così anche Gesù per esempio, con la famiglia di Marta e Maria, in occasione delle morte del fratello Lazzaro, svolgendo una catechesi sulla risurrezione dei morti e sulla fede in Lui come vita e risurrezione?

 

Al di là poi di questi momenti forti ma occasionali, diventa decisivo l'ambiente di casa che una famiglia riesce a creare. Un ambiente di relazioni vere e sincere dove ci sia spazio per il dialogo e la mutua comunicazione di affetti, sentimenti, parole e gesti; dove non domina regina la televisione che soffoca ogni discorso; dove ci si aiuta a crescere genitori e figli cercando di imparare gli uni dagli altri la via della libertà e della responsabilità; dove l'unico Maestro a cui tutti ci si affida è il Signore, anche se non si dice sempre Signore, Signore, ma si sa ricercare nei fatti la via del bene, dell'onestà, del perdono e della pace. Allora si sperimenta dal vivo il senso di Dio e la sua presenza.

 

Questo riferimento all'ambiente fa emergere un altro aspetto specifico della catechesi familiare. Essa non è a senso unico, dai genitori ai figli ma interessa tutti i membri della famiglia che ne sono attivi protagonisti. Pertanto intendiamo per catechesi familiare sia l'interscambio di fede e di spiritualità tra coniugi per consolidare il loro amore e scoprire sempre meglio il disegno di Dio sulla loro famiglia; l'evangelizzazione e la testimonianza dei genitori verso i figli, ma anche l'evangelizzazione e la testimonianza dei figli verso i genitori.

 

Spesso sono proprio i figli che portano nella propria casa un soffio di vita spirituale e stimolano i genitori a ritrovare la via della preghiera e della partecipazione alla comunità; infine non è secondario il ruolo degli anziani che offrono il supporto spesso decisivo per la stessa educazione cristiana dei figli piccoli (quando i genitori lavorano entrambi ad esempio) e comunque rappresentano un fattore decisivo per il dialogo tra generazioni e la memoria viva delle radici su cui si innesta la storia di ogni famiglia e da cui trae origine e senso di vita per l'oggi e il suo futuro.

2. Catechesi occasionale e diversificata

La catechesi familiare ha un carattere per lo più occasionale e non sistematico e si avvale della capacità dei genitori di saper usufruire di ogni esperienza vitale per aprirla a Dio, alla sua scoperta e al suo volere. Tuttavia non è affatto escluso che ciò possa diventare anche itinerario di vera e propria catechesi organica se si aiuta la famiglia a inserirsi dentro un programma di pastorale catechistica stabilito e seguito dalla comunità e da catechisti preparati per questo tipo di esperienza.

Non mancano in molte parrocchie questi tentativi che stanno dando ottimi frutti. Mi riferisco in particolare al periodo della preparazione ai sacramenti della iniziazione cristiana in cui la famiglia viene particolarmente sollecitata a partecipare anche direttamente all'itinerario dei figli. I modi e le forme sono varie ma non mancano anche comunità in cui rovesciando lo schema tradizionale che vede la parrocchia o la scuola in primo piano nella catechesi e la famiglia a latere come supporto e sostegno , sollecitano proprio i genitori a farsi carico della catechesi dei figli in casa secondo un programma stabilito d'intesa con la comunità. In tal caso una apposita équipe di catechisti segue passo passo i genitori con incontri sistematici ; questi a loro volta svolgono catechesi ai figli e il tutto confluisce in momenti forti, celebrativi comuni in parrocchia.

Questa è certamente una via possibile che alcune Conferenze Episcopali stanno percorrendo con frutto da anni: ho presente la Chiesa del Cile dove la catechesi familiare è ormai diffusa a largo raggio in tutte le Diocesi e rappresenta una delle opzioni privilegiate per la iniziazione cristiana dei piccoli.

Il coraggio di tentare vie nuove e di proporre alle famiglie itinerari di questo genere va sostenuto tuttavia da una approfondita preparazione dei pastori e dei catechisti ed esige molto tempo per l'accompagnamento, per adeguarsi ai tempi e ritmi propri della famiglia in un contesto industriale dove i tempi sono scarsissimi. Eppure credo che si dovrebbe osare di più e avere più fiducia nella stessa famiglia stimolandola a percorrere non da sola certo, ma in appositi gruppi tale esperienza molto arricchente per se stessa e per i figli. Questo del resto costringe anche ad impostare in maniera totalmente nuova la tradizionale struttura pastorale della iniziazione cristiana dei piccoli, nella parrocchia o nella scuola.

 

Questo discorso tuttavia non deve farci dimenticare la necessaria differenziazione delle proposte catechistiche che la comunità cristiana deve mettere in atto verso la famiglia. La pluralità di famiglie che oggi avviciniamo o che in una prospettiva missionaria vanno avvicinate, obbliga a trovare vie diversificate per rispondere alle concrete esigenze di fede e di vita di ciascuna.

Non possiamo chiedere a tutte le famiglie le stesse cose e offrire itinerari uniformi. Di fatto non esiste uno standard di famiglia modello, ma molteplici tipi ormai che esigono di essere accostate e evangelizzate secondo le pedagogia dell'ascolto, dell'accompagnamento, dei dialogo e della proposta graduale nei contenuti e nei tempi che sono in grado di accogliere.

 

Dal momento tuttavia che non c'è famiglia che non sia preoccupata della educazione religiosa e morale dei figli, è doveroso aiutare i genitori a vivere esperienze che permettano loro di scoprire i doni e le potenzialità umane e spirituali che possiedono e di cui spesso non prendono coscienza preferendo delegare ad altri tali compiti.

Una scelta saggia è dunque quella di sviluppare nella comunità cristiana tre complementari vie e metodi pastorali:

 

        una evangelizzazione e catechesi per la famiglia che la raggiunga là dove essa abita e opera (nella casa) o comunque offra ai suoi membri concrete possibilità di catechesi ed esperienze spirituali;

        una evangelizzazione e catechesi con la famiglia che la solleciti a rendersi corresponsabile e protagonista della propria autoformazione cristiana e di quella dei figli;

-                     una evangelizzazione e catechesi della famiglia in cui è questa che direttamente decide le vie, i tempi e modi appropriati per vivere nella propria casa ed esperienza di vita, la fede, la preghiera, la vera e propria comunicazione del messaggio cristiano ai figli e ad ogni suo membro.

 

Tra gli itinerari differenziati non possiamo dimenticarne alcuni che oggi sono paradigmatici anche per la catechesi familiare. Mi limito a richiamarli per non perderne il valore che essi rappresentano anche per l'intera comunità:

 

        le famiglie interconfessionali, dove l'esperienza ecumenica arricchisce l'educazione e la vita di fede di valori che rifluiscono poi non solo nella famiglia, ma nella comunità;

        le famiglie con figli portatori di handicap dove la catechesi familiare necessita di un forte sostegno delle altre famiglie e della comunità;

-                     le famiglie degli immigrati cristiani. La catechesi familiare in questo caso diviene anche veicolo di cultura e di tradizioni della propria identità cristiana;

-                     le famiglie che hanno figli non battezzati e percorrono pertanto il cammino del catecumenato;

-                     le famiglie in situazioni irregolari o in difficoltà sul piano morale e spirituale che pure chiedono i sacramenti per i figli: una situazione ormai molto diffusa e che sollecita la comunità a trovare vie di evangelizzazione appropriate che non spengano il lucignolo fumigante con "pretese" pure doverose sul piano giuridico e formale, ma prive di misericordia e spirito di vera accoglienza ricche invece di dialogo nella verità e nella carità.

 

3. Catechesi aperta a esperienze di preghiera e di carità.

 

La catechesi familiare è legata a momenti di preghiera e di azione caritativa. Una catechesi di vera iniziazione cristiana e di mistagogia non è separabile dall'esperienza liturgica e da quella caritativa nella comunità.

Nella parrocchie in particolare ciò avviene agevolmente e con frutto. Anche la catechesi familiare non è isolata in se stessa, ma nel suo piccolo alveo vitale di ogni giorno permette di aprirsi a esperienze di preghiera e di carità.

 

La preghiera familiare rappresenta lo sbocco naturale della catechesi in casa; i genitori - in quanto liturghi e sacerdoti nella propria casa - sono chiamati ad esercitare il loro dono guidando la preghiera ed educando i figli a pregare fin dalla più tenera età.

La gioia e la fatica dei genitori sta nel trovare il modo, il momento, le forme e i gesti più appropriati per pregare svolgendo ad un tempo una catechesi sul significato delle parole e degli atteggiamenti della preghiera, collegandola sempre alla vita e alla Parola di Dio, alle feste e tempi liturgici più importanti della comunità. La domenica in particolare rappresenta il momento certamente più importante per la viva partecipazione della famiglia alla vita della comunità e alla liturgia.

 

Per molte famiglie tuttavia la domenica è vissuta fuori dell'ambiente usuale di abitazione e di parrocchia, per un doveroso svago dopo lo stress dei lavoro settimanale: per altre prevalgono interessi e scelte ritenute importanti e che assorbono gran parte della giornata (visita agli anziani, attività sportiva per i figli); per altre ancora resta l'impegno dei lavoro. Si impone pertanto una riconsiderazione delle priorità di vita per la famiglia e l'attivazione di vie pastorali che raggiungano la famiglia là dove essa si trova e permettano comunque di fare una esperienza spirituale e celebrativa per vivere il giorno del Signore come giorno di gioia e di incontro con lui; giorno di riconciliazione della famiglia in se stessa nel senso di riscatto dalla dispersione e dalla superficialità propria di tanti altri giorni della settimana carichi di lavoro, di affanni e rapporti veloci e spesso anonimi. Giorno in cui si possono ritessere quelle relazioni primarie di cui la famiglia è ancora portatrice e che ne esprimono la più forte potenzialità anche sul piano della fede.

La domenica comunque, come ha ricordato con forza il Papa nella Lettera sul tema, va riscoperta e continuamente riproposta nei suoi contenuti fondamentali e nella sua ricchezza spirituale ed ecclesiale ma anche difesa e sostenuta sul piano culturale, sociale e politico.

"Sia che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi cosa tutto fate per la gloria di Dio in Cristo Gesù": l'espressione di Paolo ai Corinzi indica la via concreta della preghiera familiare nutrita dalla fede e resa testimonianza della vita, nuova nei comportamenti.

Certo qui più che in altri campi dell'opera educativa, diventa decisiva la testimonianza e coerenza dei genitori. La catechesi familiare interpella e sfida la vita degli adulti e li porta a confrontarsi sempre meglio con se stessi e le scelte familiari perché corrispondano agli insegnamenti trasmessi.

Apparirà così come i genitori catechisti e maestri in realtà sono anche loro primariamente discepoli dell'unico Maestro, il Cristo che li ammaestra con la sua Parola di verità e di vita.

 

4. La catechesi familiare parte integrante di un unico progetto catechistico della comunità cristiana.

 

La catechesi familiare non è isolata in se stessa, ma parte integrante di un progetto catechistico più ampio che la colloca dentro l'impegno della comunità cristiana verso la famiglia stessa e le nuove generazioni.

Non è possibile ipotizzare l'avvio di una azione catechistica nelle case se la comunità non sviluppa primariamente un'azione pastorale appropriata con la famiglia e per la famiglia. Una pastorale della famiglia, che la veda protagonista in prima persona della propria crescita nella fede, ma anche responsabile di dare e ricevere dalla comunità tutto il sostegno di cui necessità per svolgere il suo compito educativo.

Si impone qui un ripensamento di una tradizione che le parrocchie in particolare hanno via via consolidato organizzando il proprio servizio catechistico per fasce d'età: bambini, fanciulli e ragazzi, adolescenti e giovani, adulti.

Spesso in tale impostazione prevale l'infantilizzazione e la specializzazione rispetto alla valorizzazione del soggetto famiglia che di per sé comprende tutte queste fasce e che invece resta in ombra e quasi ai margini della pastorale, come un supporto necessario, ma non centrale nella pastorale globale della comunità.

Le singole specificità legate all'età o a itinerari presacramentali o educativi prevalgono.

 

Rimettere la famiglia in quanto tale in gioco significa cambiare questa cultura e mentalità nei pastori e nei catechisti innanzitutto, ma anche nelle stesse famiglie abituate da tempo a delegare alla scuola e alla parrocchia l'educazione religiosa e morale dei figli e tanto più la loro catechesi.

E' dunque necessario che la pastorale della famiglia non sia pensata come un impegno in più o a latere di quella rivolta ai suoi singoli membri, ma al contrario sia considerato il contesto entro cui far emergere le specificità.

La cosa avviene già nei movimenti ecclesiali con buoni frutti. La catechesi familiare allora non apparirebbe un fatto a se stante e un po' originale ma la via e lo sbocco naturale di una pastorale di evangelizzazione che valorizza la famiglia come soggetto evangelizzante centrale e primario nella comunità.

Inoltre si impone per la buona riuscita della catechesi familiare una adeguata e permanente formazione dei genitori ad essere veri catechisti dei figli. E questo necessita di una serie di impegni pastorali che attraversano diversi momenti in cui la famiglia è formata anche a questo compito. Penso agli itinerari di preparazione al sacramento del matrimonio, alla catechesi dei giovani e degli adulti, ai gruppi familiari agli incontri specifici con i genitori nell'accompagnamento dei figli ai sacramenti della iniziazione in particolare.

Occorre pensare per questo a nuove figure di animatori catechistici che sostengano passo passo l'esperienza della catechesi familiare: si può ipotizzare un'équipe di catechisti (coppie di sposi in particolare) che affianchino i genitori o i gruppi di genitori disponibili a svolgere nella propria casa una esplicita esperienza di catechesi familiare d'intesa con la comunità. Questo accompagnamento - tipo padrinato - potrebbe essere proposto alle giovani coppie di sposi fin dall'inizio della loro esperienza matrimoniale e poi familiare.

Si tratta di veri e propri catechisti degli adulti con una esperienza familiare alle spalle per poter indicare con concretezza le vie più appropriate allo svolgimento della catechesi familiare.

 

 

5. Catechesi sostenuta dalla catechesi degli adulti: genitori e nonni.

 

La catechesi familiare comporta una adeguata e sostenuta catechesi degli adulti rivolta ai genitori e ai nonni. Non è possibile infatti sviluppare una efficace azione evangelizzatrice e catechistica in famiglia se gli sposi e genitori cristiani e gli stessi anziani membri della famiglia, non sono sostenuti e motivati da una catechesi per loro, per nutrire la loro fede e speranza .

Decisivo appare dunque il compito della catechesi degli adulti nella comunità, mediante i movimenti e i gruppi ecclesiali, con la molteplicità di vie e forme che oggi sono in atto nelle Chiese locali. I gruppi familiari in specie sono molto importanti in quanto permettono ai loro membri di affrontare via via le problematiche connesse alla vita familiare alla luce della fede e si sostengono a vicenda con la preghiera e l'amicizia Tuttavia è necessario che anche in queste esperienze non manchi l'attenzione a tutti i membri della famiglia, ragazzi e anziani in modo da favorire una crescita cristiana armonica e integrale dell'intera comunità familiare.

Inoltre è opportuno che la catechesi svolta affronti non solo i temi propri della vocazione familiare, ma ogni altro aspetto della dottrina e della vita morale attinente alla maturità della fede adulta dei cristiano nel mondo.

La catechesi degli adulti rappresenta senza dubbio la frontiera più importante su cui misurare l'impegno evangelizzante della Chiesa di oggi se vogliamo far sì che anche la famiglia cristiana possa resistere alle forti spinte disgregatrici che provengono dalla cultura e dalla società secolarizzata e cresca in una fede forte e missionaria per se stessa e per tante altre famiglie in crisi o in difficoltà, di cui è chiamata spesso a farsi carico.

 

 

6. Catechesi come narratio historia salutis

 

In sintesi, mi pare di poter dire che la catechesi familiare ha una peculiarità che è quella della narratio in tutta la pregnanza che tale termine ha nella Bibbia; è una catechesi di tipo biblico, come ci ricorda il libro dell'Esodo: "Quando tuo figlio di domanderà: perché facciamo tutto questo, che significa ciò? Tu gli risponderai: con braccio potente il Signore ci fatto uscire dall'Egitto, dalla condizione servile. Poiché il  faraone si ostinava a non lasciarci partire, il Signore ha ucciso ogni primogenito nel paese d'Egitto, i primogeniti degli uomini e del bestiame. Per questo io sacrifico al Signore ogni primo frutto del seno materno e riscatto ogni primogenito dei miei figli. Questo sarà un segno sulla tua mano, sarà un ornamento tra i tuoi occhi per ricordare che con braccio potente il Signore ci fatti uscire dall'Egitto" (Es 13,14‑16).

 

Si tratta di una catechesi che parte da un fatto di vita vissuto insieme nella famiglia dove si compiono gesti e si dicono parole che vanno spiegate ai figli in quanto patrimonio di valore da trasmettere di generazione in generazione. Una catechesi narrativa, legata alla memoria vitale, ricordata e celebrata nel culto. Una catechesi di esperienza della propria famiglia e del proprio popolo che viene riconsegnata alle nuove generazioni dai padri.

 

La catechesi familiare si nutre soprattutto della lectio biblica, dell'accostamento alla Scrittura, il libro della catechesi che nutre la fede dei piccoli e dei grandi insieme nella propria casa come ci ricorda Paolo quando scrive a Timoteo: "Ti ricordo della tua fede schietta che fu prima di tua nonna Loide poi di tua madre Eunice e ora sono certo anche di te. Tu rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto sapendo da chi l'hai appreso e che fin dall'infanzia conosci le sacre Scritture" (2 Tm 1,5; 3,14).

 

L'incontro con Gesù nelle Scritture rappresenta senza dubbio la via maestra che fin da piccoli può caratterizzare nella casa la catechesi. E' una scelta questa di cui oggi si prende sempre più coscienza e che si attua in vari modi e forme nelle comunità, soprattutto in occasione della iniziazione cristiana dei fanciulli.

Tuttavia vorrei prendere questo spunto non come un codice fisso per tutte le famiglie, ma come un paradigma esemplare nel senso che esso ci indica un metodo concreto di catechesi che ha in se i tratti che ho ricordato:

 

-                     legata alla vita;

-                     occasionale, ma forte nel suo messaggio esistenziale e di fede;

-                     aperta alla preghiera e all'impegno della carità;

-                     partecipata da tutti i membri della famiglia nei rispettivi 

          ruoli;

-                     in un clima di dialogo e di comunicazione interpersonale;

-                     integrata nella pastorale d'insieme.

 

Si tratta dunque di una icona che va tenuta presente nell'impostare con varie forme e vie la catechesi familiare.


Tommaso Stenico  -  pagine di teologia pastorale e catechesi  -  www.stenicotommaso.it     tomstenico@stenicotommaso.it