Il Sacramento

della Confermazione o Cresima

 

La Cresima è il sacramento che continua ad essere chiesto dalla quasi totalità dei genitori per i loro figli, ma, forse, è il meno “amato”, perché il meno capito.

Accanto ai diversi problemi di ordine teologico e pastorale che fanno riflettere teologi e sacerdoti responsabili di una comunità, certamente uno dei motivi che ostacola (limita) la comprensione di questo sacramento è il profondo e rapido cambiamento del contesto socio-culturale e religioso in cui la Chiesa vive e opera oggi. In una società in cui il riferimento a Dio si fa sempre più debole nella concretezza della vita quotidiana - processo di secolarizzazione -, diventa difficile fare una proposta di fede che non vuole suscitare un vago sentimento religioso o chiedere semplicemente la partecipazione a qualche momento, ma coinvolgere tutta la vita, in ogni sua scelta.

 

A partire proprio dall’esperienza concreta della nostra parrocchia si constata che, da un lato c'è una comunità desiderosa di affiancarsi al cammino delle famiglie per aiutarle a “tenere fisso lo sguardo su Gesù” e ad accogliere il Suo Mistero come senso e scopo ultimo della vita dell'uomo, dall'altro, ci sono ragazzi che, molto spesso, non vedono l'ora di fare la Cresima per chiudere con la catechesi e purtroppo, anche con la Messa. Da un lato, insomma, c’è la Chiesa consapevole di celebrare un avvenimento - la Pentecoste - e di ricevere in dono lo Spirito Santo, dall’altro ci sono genitori che apprezzano la bella cerimonia, ma che, in molti casi, faticano a cogliere il significato di quel momento e di quei segni perla vita dei loro figli.  

 

Viene da chiedersi se la Cresima sia veramente considerata il sacramento del dono dello Spirito, dato in pienezza, per illuminare e sostenere la scelta di un progetto di vita fondato sui valori vissuti da Cristo o non sia piuttosto "un certificato" che è bene garantirsi in vista del matrimonio

 

Per fare un po' più di chiarezza, prendiamo alcuni spunti da ciò che è scritto nella introduzione al rito della Cresima: “Con il Sacramento della Confermazione i battezzati proseguono il cammino dell'iniziazione cristiana. In forza di questo sacramento, essi ricevono l’effusione dello Spirito Santo, dono che rende i fedeli in modo più perfetto conformi a Cristo e comunica loro la forza di rendere testimonianza per l’edificazione del suo corpo nella fede e nella carità. Essi ricevono inoltre il carattere o segno indelebile del Signore”.

 

La Cresima è una tappa dl quel cammino permanente che conduce sempre più “dentro la vita di fede” ed è strettamene­te  legata al sacramento del battesimo, tanto da essere chiamata anche Confermazione. Infatti è la conferma degli impegni battesimali.

Se il Battesimo è la nascita alla vita spirituale, la Cresima è come la crescita che porta l’uomo a diventare “adulto nella fede”, cioè credente motivato e sostenuto da convinzioni consapevoli, solide. La Confermazione perfeziona la grazia battesimale; è il sacramento che dona lo Spirito Santo per radicarci più profondamente nella filiazione divina, incorporarci più saldamente a Cristo, rendere più solido il nostro legame con la Chiesa, associarci maggiormente alla sua missione e aiutarci a testimoniare la fede cristiana con la parola accompagnata dalle opere” (CCC 1316).

 

La fede è "vista" e deve incarnarsi nella vita di ogni cristiano chiamato a “imparare a pensare come Cristo, a giudicare la vita come lui, a sperare come insegna lui"  È il dono dello Spirito Santo che da al nostro cuore la capacità di conoscere sempre più in profondità il “Mistero” di Dio, di interiorizzare e fare nostri i senti­menti, gli atteggiamenti, le scelte di Gesù. L’azione creatrice dello Spirito Santo che ci ha donato la vita nuova nel Battesimo continua lungo tutta la vita cristiana in una attività di progressiva trasformazione nel Cristo,

 "Noi tutti veniamo trasformati ad immagine del Signore, secondo l'azione dello Spirito. (2 Cor. 3,18).

 

Lo Spirito Santo ci è donato nella Cresima con la pienezza dei suoi doni, perché possiamo testimoniare Cristo morto e risorto, cioè viviamo da “uomini nuovi" che considerano la vita come un dono da mettere a servi­zio, per costruire con Cristo una comunità di amore. Testimoniare significa saper indicare in mezzo alle tante ombre e contraddizioni della nostra società i segni della presenza di Dio, saper affrontare la vita con coraggio, consapevoli che Dio è all'opera; significa dare un senso, una direzione giusta all’esistenza personale, grazie alla luce che viene dalla parola di Dio; significa contestare, senza paura di pagare di persona, tutto ciò che è contro il Vangelo e la vera dignità di ogni vita umana. La Cresima segna quindi l'inizio di un nuovo cammino, in cui Cristo deve essere sempre più presente come persona viva, capace di rispondere alle domande più profonde che salgono dalla vita concreta, capace di indicare l'unico e autentico criterio che aiuta a discernere ciò che è veramente bene o male per l'umano che è in noi e in ogni altra persona.

 

Cresima  o Confermazione

 

Un certo Novato – scrive Eusebio di Cesarea nel 4° secolo – spaventato per le torture che i persecutori infliggevano ai Cristiani fermi nella loro fede, rifiutò di ricevere il Sacramento della Cresima. Poco tempo dopo abbandonò Gesù e la sua Chiesa. Eusebio attribuisce questa perversione al rifiuto di rafforzare la fede con la Cresima. La Cresima è detta anche Confermazione perché conferma ciò che è iniziato nel Battesimo. Sembra che neppure gli antichi eretici abbiano avuto l’ardire di negare questo Sacramento tanto importante; invece l’hanno negato Lutero e i Protestanti; lo conservano gli Ortodossi.

 

Questa è la storia della prima Cresima: Gli Apostoli, in quel giorno di Pentecoste, erano nel Cenacolo in preghiera insieme alla Vergine Santa. "Venne all’improvviso dal Cielo un rombo come di vento che si abbatté gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo" (At 2, 2-4).

 

1. La Cresima è un vero e grande sacramento istituito da Gesù e promulgato dagli apostoli.

 

Pietro e Giovanni l’amministrarono a Samaria ove molti si erano convertiti: "Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro; ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo" (At 8,15-17).

San Paolo, ad Efeso, l’amministrò a 12 uomini seguaci di S. Giovanni Battista: dopo averli battezzati li cresimò: "non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, scese su di essi lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetizzavano" (At 19, 6).

Giovanni Paolo II spiega molto bene questo Sacramento: "La Confermazione completa il Battesimo, perfeziona il cristiano. L’imposizione delle mani e l’unzione con il sacro crisma – l’olio santo di Cristo – sono i segni efficaci del dono dello Spirito Santo. Prima di segnare la vostra fronte col sacro crisma, stenderò le mani su tutti i cresimandi. È il gesto che ci viene da Gesù mediante gli apostoli. Con questo gesto è il Signore che prende possesso di voi, che vi protegge con la sua mano; è lui che vi guida, che vi manda in missione, come se vi dicesse: Non aver paura, Io sono con te. E per ciascuno di voi io pronuncerò le parole: Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono. Voi partecipate alla grazia di Gesù che a Nazaret diceva: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione. Lo Spirito vi è stato dato perché tutto il vostro essere cristiano sia illuminato e fortificato. Sì, lo Spirito completa la vostra somiglianza con Cristo: vi segna profondamente con la sua impronta (con il segno della croce) come il bambino porta la somiglianza dei suoi genitori e voi sapete che la croce è il segno di Cristo. Esso (lo Spirito) diventa il vostro maestro interiore che vi apporta costantemente la luce di Cristo per guidarvi verso la verità tutta intera" (Garoua-(Camerun, 11 agosto 1985).

 

2. E’ il sacramento del cammino, della crescita, della libertà.

 

Mentre il Battesimo è il Sacramento della partenza, questo è il Sacramento del cammino spirituale. E perché possiamo camminare più speditamente, lo Spirito ci elargisce i suoi doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio: essi sono per l’anima come i remi per la barca, come il pedale per la bicicletta. Lo Spirito ci elargisce pure una nuova e piena effusione delle virtù teologali: fede, speranza, carità, che sono per l’anima come la vela per la barca, come il motore per l’automobile. E per camminare più gioiosamente, ci viene infuso "il frutto dello Spirito che è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sè" (Gal 5,22). Così nel nostro cammino saremo segno di gioia ai fratelli, distribuiremo un sorriso a chi è triste e vivremo le beatitudini evangeliche.

Mentre il Battesimo è il Sacramento della nascita, questo è il Sacramento della crescita, dello sviluppo della vita spirituale: se corrispondiamo alla grazia sacramentale, diventiamo consapevoli, coerenti, decisi, coraggiosi, insomma spiritualmente adulti e grandi.

È il Sacramento della pienezza della libertà (se trova in noi corrispondenza), poiché ci dona la pienezza dello Spirito Santo, e Dio ci dice: "Dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà" (2 Cor 3,17). Lo Spirito diventa la nostra guida, la nostra luce, il nostro dolce ospite, la nostra forza: ci rende liberi e forti.

 

3. E’ il sacramento della fortezza, del coraggio cristiano.

 

Gesù ci assicura: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi" (At 1,8). S. Paolo afferma: Lo Spirito Santo viene per rivestirvi di tutta "l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo e restare in piedi dopo aver superate tutte le prove" (Ef 6,13). Anche il Vaticano II dice: "Per mezzo della Cresima i battezzati sono arricchiti di una speciale forza dello Spirito Santo".

È chiamato il "Sacramento del fuoco": infatti lo Spirito che è amore del Padre e del Figlio, ci infiamma di amore divino e fraterno, affinché tutti gli ostacoli possano cadere e tutte le difficoltà possano essere superate vittoriosamente poiché omnia vincit amor: l’amore tutto vince.

Gli Apostoli dopo la Pentecoste, che fu la loro Cresima, furono completamente trasformati: da timidi e vili divennero forti e coraggiosi come leoni.

 

4. E’ il sacramento della testimonianza.

 

Gesù, prima di salire al Cielo, dice: "Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, lo Spirito di verità; egli mi renderà testimonianza e anche voi mi renderete testimonianza" (Gv 14, 16-17). "Mi sarete testimoni a Gerusalemme e fino agli estremi confini della terra" (At 1,8). Oggi questa testimonianza a Cristo Dio è di estrema necessità e urgenza; lo Spirito per mezzo di San Paolo ci grida: "Siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo tenendo alta la parola di vita" (Fil 2, 15).

Gli uomini non vedono Gesù, ma te; non odono la sua voce, ma le tue parole; perciò nel tuo modo di parlare e di vivere tu devi ovunque manifestare Gesù: il Vangelo che il mondo ancora prende sul serio è quello che portiamo scritto nelle nostre opere.

 

5. E’ il sacramento dell’apostolato dei laici.

 

Il Vaticano II afferma: "Con il Sacramento della Confermazione i fedeli, arricchiti di una speciale forza dello Spirito Santo, sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l’opera la fede come veri testimoni di Cristo" .

Gesù (dice il Vangelo) non ha inviato soltanto gli Apostoli, i Sacerdoti a evangelizzare il mondo, ma ha inviato pure i laici rappresentati nei 72 discepoli: "Il Signore designò altri 72 discepoli e li mandò a due a due dinanzi a sé in ogni città e luogo" (Lc 10, 1).

Oggi lo Spirito Santo ripete a ogni battezzato e cresimato le terribili parole del profeta Ezechiele: "Se tu non parli per distogliere l’empio dalla sua condotta, egli, l’empio, morirà (ossia andrà dannato) per la sua iniquità, ma della sua morte chiederò conto a te" (Ez 3,18).

 

Lo Spirito ripete pure le consolanti parole di San Giacomo: "Se uno di voi si allontana dalla verità e un altro ve lo riconduce, costui sappia che chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore, salverà la sua anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati" (Gc 5,19-20).

 

Lo Spirito della nostra Cresima è il Sole dell’anima che vuol portarci luce di fede, calore di amore, energia per la santificazione e per l’apostolato. Se al sole si chiudono le finestre, si rimane nel buio e nel freddo. Apriamo allo Spirito le finestre della mente e del cuore. Trionferà in noi come ha trionfato in schiere di vergini, in folle di martiri, in milioni di Santi. Il trionfo sarà più sicuro e più grande se coltiveremo una forte devozione alla Madonna, sposa del medesimo Spirito, poiché ogni vittoria viene per mezzo di Maria.

 

Tommaso Stenico  -  pagine di teologia pastorale e catechesi  -  www.stenicotommaso.it     tomstenico@stenicotommaso.it