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L'ispirazione catecumenale
della catechesi
Un altro tratto che
caratterizzerà la catechesi nei prossimi anni è la sua ispirazione
catecumenale. Prima di considerare il catecumenato in ordine alla odierna e
futura catechesi diamo un fuggevole cenno a tale argomento, così come si è
sviluppato a partire dal Concilio.
1. Uno sguardo al Concilio e
post-concilio a proposito del catecumenato
Il tema del catecumenato era già entrato come inquietudine fra gli argomenti
da trattare nel Concilio. Tale preoccupazione passerà ad alcuni documenti
conciliari. Fra questi bisogna ricordare la Costituzione liturgica (n. 64),
con la proposta del rinnovamento liturgico e pastorale del catecumenato e il
Decreto sull'ufficio dei Vescovi (14).
Ma è sopratutto nel Decreto Ad Gentes (13-15), dove la teologia e la
pastorale del catecumenato trova la più ampia esposizione, quasi la magna
charta del catecumenato. Infatti del catecumenato si parla, e a lungo, a
proposito della triplice tappa dell'implantatio Ecclesiae che
corrisponde alla triplice tappa dell'iniziazione cristiana: pre‑evangelizzazione,
evangelizzazione e iniziazione cristiana.
In esecuzione al mandato conciliare, nel 1972 fu elaborato il Rito
dell'iniziazione cristiana degli Adulti.
La situazione delle chiese giovani e delle vecchie nazioni cristiane,
rendevano necessario un ripristino del catecumenato nelle sue tappe
fondamentali e con una proposta globale ed articolata.
In realtà, a venticinque anni dalla promulgazione del Rito, si ha
l'impressione che si tratta di un Rito ancora da riscoprire e da applicare
nella proposta dottrinale, catechistica e pastorale in tutta la sua integralità.
Un rito che nella sua proposta originale deve essere messo in pratica più
accuratamente.
La necessità del catecumenato si prospetta chiaramente - oltre che nei Paesi
cosiddetti di missione - anche nella concreta situazione d'Europa. Non
è senza significato, per esempio, che in Francia la Commissione Episcopale
per la catechesi comprenda esplicitamente anche il catecumenato. Il nostro
Continente - in realtà - è diventato ormai multi‑razziale e
multireligioso, per la diversità di provenienza dei suoi abitanti. Inoltre,
vi sono anche coloro che nelle famiglie cristiane non ricevono il battesimo e
si presenta la necessità del battesimo degli adulti con la relativa
preparazione.
I problemi che il catecumenato presenta all'evangelizzazione nel contesto
europeo sono notevoli.
Questi gli interrogativi più comuni:
- Quale preparazione catecumenale, vera e propria, per questi nuovi
candidati al battesimo?
- Quale linguaggio per coloro che vogliono accedere al battesimo?
- Quale tipo di catechesi, di celebrazioni, di accompagnamento?
- Quale dovrà essere l'articolazione della durata e del programma di
catechesi?
Le risposte non sono facili, attese anche le diversità socio-culturali che
dovrebbero essere prese in considerazione.
Secondo l'esperienza dell'antichità, il catecumenato richiede una
imprescindibile necessità di comunità, soprattutto parrocchiali, che siano
vive, concrete ed accoglienti. Non è sufficiente un centro catecumenale. Il
catecumenato è una realtà urgente che, come nell'antichità cristiana,
potrebbe fa maturare nelle Chiese europee lo spirito missionario, con la
consapevolezza di essere comunità vive che ogni anno crescono con la
specifica esperienza dei nuovi battezzati.
Il problema cruciale del catecumenato è la sua organizzazione. Il RICA ci
propone le linee da seguire. Ma i programmi concreti delle catechesi
progressive e dei loro contenuti lungo il tempo del catecumenato non sembrano
ancora aver raggiunto sufficienti livelli di maturazione ed efficacia.
Ma chiediamoci ora più in generale: può l'odierna catechesi trovare nel
catecumenato elementi di sinergia e di rivatalizzazione?
Il fatto di essere tappa dell'evangelizzazione legata al Battesimo conferisce
alla catechesi le caratteristiche che la definiscono: é una formazione
organica, centrata su ciò che è essenziale e comune nella fede e va fatta a
modo di apprendistato (tirocinio, noviziato) che inizia e addestra nella vita
cristiana. Possiede, in altre parole, un'ispirazione catecumenale (EN 44; ChFl
61; CCC 1231).
"Il modello di ogni catechesi è il catecumenato battesimale, che è
formazione specifica mediante la quale l'adulto convertito alla fede è
portato fino alla professione della fede durante la veglia pasquale."
(Sinodo 1977, MPD 8)
Innanzi tutto, il Catecumenato battesimale è un "luogo" tipico di
catechizzazione, istituzionalizzato dalla Chiesa per preparare gli adulti che
desiderano essere cristiani a ricevere i sacramenti dell'iniziazione (cf DCG
130; RICA 4).In esso si realizza, effettivamente, quella "formazione
specifica mediante la quale l'adulto convertito alla fede è portato fino alla
professione della fede durante la veglia pasquale." (Sinodo 1977, MPD
8c).
Questa formazione catecumenale "non è una semplice esposizione di
verità dogmatiche e di norme morali, ma è educazione e tirocinio
convenientemente esteso nel tempo, alla vita cristiana, nel quale i discepoli
aderiscono a Cristo Maestro" (AG 14).
Si tratta, in altre parole, di una "scuola preparatoria alla vita
cristiana" (DCG 130).
Questa formazione catecumenale é graduale (SC 64).
Recita il Rica, 19: "La
catechesi appropriata si dispone per gradi. Quattro sono le tappe
principali."
- il
"precatecumenato" (ivi, 9-13), caratterizzato dalla prima
evangelizzazione; in esso si sviluppa il kerigma del primo annuncio (ivi, 11);
- il
"catecumenato" (ivi, 14-20; 68-72; 98-105), destinato alla
catechesi integrale; in esso nel quale ha luogo la "traditio Evangelii"
(ivi, 93);
- il
tempo di "purificazione e illuminazione" (ivi, 21-26;
133-142;152-159), che fornisce
una preparazione più intensa ai sacramenti di iniziazione; in esso ha luogo
la "traditio Symboli" e la "traditio Orationis
dominicae" (cf ivi, 25 e 183-192) e
- il
tempo della "mistagogia" (ivi, 37-40; 235-239), connotato
dall'esperienza dei sacramenti, l'ingresso nella comunità; catechesi
mistagogica.
Questa gradualità formativa appare anche nei nomi che la Chiesa utilizza per
designare coloro che si incontrano nelle differenti tappe del Catecumenato
battesimale: "non cristiano" (ivi, 9), colui al quale si
annuncia il Vangelo; "simpatizzante" (ivi,12), colui che, pur
non credendo ancora pienamente, è già inclinato alla fede; "catecumeno"
(ivi, 17-18), fermamente deciso a seguire Gesù; "eletto" o "competente"
(ivi, 24), chiamato per ricevere il Battesimo; "neofita"
(ivi, 37), nato da poco alla luce per mezzo del Battesimo; e "fedele
cristiano" (cf. ivi, 39), maturo nella fede e membro attivo della
comunità cristiana.
Allorché si tratta di catechesi con battezzati (bambini, giovani, adulti),
la gradualità formativa farà bene ad ispirarsi a questo modello
catecumenale, senza dover riprodurre necessariamente le sue tappe e meno
ancora i suoi nomi. Fattori diversi, come la psicologia evolutiva, il contesto
socio-culturale, i carismi pedagogico-catechetici,... suggeriranno diversi
tipi di itinerari catechetici. Ciascuna Chiesa particolare potrà determinare
quelli più adeguati alla propria situazione.
2. Le tappe del Catecumenato battesimale ispirano la gradualità del
processo e catechistico
Vari elementi, tuttavia, dovranno ritenersi di questo modello catecumenale
come fonte di ispirazione:
a. Come nel Catecumenato battesimale, ogni itinerario catechetico
apparirà nel suo insieme, come un "tempo di ricerca e di
maturazione" (cf RICA, 6 e 7).
Il primo momento sarà sempre di ricerca e incontro col Signore. La forza
interiore che scaturisce da questo incontro sostiene, di poi, il processo di
maturazione. Colui che ha scoperto Gesù Cristo, "tesoro nascosto in un
campo" (Mt 13,44) intraprende più facilmente il suo processo di
conversione, fatto di "rotture e distacchi, ma anche di gioie che Dio
concede senza misura" (AG,13b).
b. Nella catechesi con giovani e adulti è molto importante mantenere
una prima tappa, a modo di "precatechesi", e ispirata al
precatecumenato, che susciti e rinnovi la conversione. Anche se si tratta di
persone con una sufficiente esperienza religiosa, è necessario assicurarsi
del fatto che hanno scoperto la "novità" del Vangelo.
Nel caso dei bambini questa prima tappa avviene in famiglia, con l'annuncio e
la testimonianza dei genitori. A volte, però, questo risveglio religioso non
ha avuto luogo: "un certo numero di bambini, battezzati nella prima
infanzia, vengono alla catechesi parrocchiale senza aver ricevuto alcuna
iniziazione alla fede" (CT,19).
In tal caso la catechesi dovrà assumere questa tappa.
c. Nel Catecumenato battesimale l'ordine e il momento delle "consegne"
(RICA,25) non è affatto casuale. La "traditio Evangelii"
(ivi, 93) precede la "traditio Symboli" (ivi, 25) e la "traditio
Orationis dominicae" (ibidem). Queste sono sempre il frutto di
maturità: "si celebrino soltanto quando i catecumeni appaiono
maturi" (ivi, 125). La catechesi dovrà ispirarsi a questo modo di
procedere della Chiesa. La formazione biblica (DCG 46), richiesta per la
consegna dei Vangeli, precede la necessaria formazione dottrinale (ibidem),
che esplicita il Simbolo. La "narratio salutis", più vicina
ai fatti (vita di Gesù Cristo, tappe dell'Antico Testamento, storia della
Chiesa, segni dei tempi,...), precede la "explanatio" dei
grandi misteri contenuti in questa storia della salvezza. E' come se nella
coscienza di ciascun catecumeno o catechizzando, entro il processo
catechizzatore, si riproducesse, condensata, la graduale esplicitazione che
seguì la Chiesa nel formulare i grandi dogmi.
d. Ogni itinerario catechistico deve avere il suo momento mistagogico
(ibidem).
- Nel Catecumenato battesimale è situato all'ultima tappa, per interiorizzare
e gustare i sacramenti di iniziazione ricevuti da poco.
- Nella catechesi degli adulti, dove normalmente questi sacramenti sono stati
già ricevuti, la dimensione mistagogica può impregnare e fecondare
maggiormente la totalità del processo. Questo non è un ostacolo acché
questa catechesi si concluda con una breve tappa di interiorizzazione
sacramentale, che aiuti a rinnovare gli impegni battesimali e ad esprimerli
nella professione di fede. Il sacramento della Riconciliazione, sacramento
della seconda conversione (CCC,428) può benissimo
situarsi in questo momento.
- Nella catechesi con bambini e adolescenti, il momento mistagogico viene
richiesto per la celebrazione della Confermazione e dell'Eucaristia; esso
però non indica necessariamente il termine del processo della catechesi.
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