Senza la domenica
non possiamo vivere


SUSSIDIO CATECHISTICO PASTORALE




a cura di
 

Tommaso Stenico

    

1. Senza la domenica non possiamo vivere


 

2. Domenica giorno del Signore
    il signore dei giorni

3. Domenica pasqua settimanale

4. Domenica giorno dell'Eucaristia

5. Domenica giorno della Chiesa

6. Domenica giorno della missione

7. Domenica giorno di riposo e della gioia 

8. Domenica giorno dell'uomo


 

9. Le celebrazione eucaristica,
    cuore della domenica


 

10. La celebrazione eucaristica domenicale,
      sorgente della missione
 

11. La Struttura della Celebrazione Eucaristica  

12. Conclusione  

 
 
4. 
Domenica giorno dell'Eucaristia


La domenica è il giorno dell’Eucaristia. Se la domenica è giorno dell’assemblea per fare memoria della resurrezione di Gesù, vivere la comunione con lui, proclamare l’attesa della sua venuta, allora essa è il giorno dell’Eucaristia. Non c’è domenica senza assemblea, non c’è domenica senza Eucaristia. Domenica ed Eucaristia si implicano l’una con l’altra e si appartengono reciprocamente perché l’Eucaristia trova il suo momento appropriato e primordiale nella domenica e la domenica trae il suo significato dell’Eucaristia. La chiesa non esiste senza l’Eucaristia e il mondo senza Eucaristia non riceve le energie di trasfigurazione e di salvezza che si sprigionano da questo sacramento.


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§ Fin dalla prima origine, la Chiesa solennizzò il giorno del Signore con la celebrazione della «frazione del Pane» (cf At 20,7), con la proclamazione della Parola di Dio  e con opere di carità e di assistenza. L'esempio l'aveva dato il Maestro. Nello stesso giorno della sua risurrezione, egli aveva spezzato il pane per i discepoli di Emmaus, dopo che con la sua presenza e la sua parola li aveva confortati lungo il cammino, spiegando loro tutto ciò che nella Scritture si riferiva a lui. Da allora la Chiesa ha sempre santificato il giorno del Signore con la celebrazione del memoriale del suo sacrificio nel quale la proclamazione della Parola, la frazione del pane e la diaconia della carità sono intimamente unite. In questo modo essa perpetua la presenza del Risorto nel suo triplice dono: la Parola, il Sacramento, il Servizio. Nella Chiesa primitiva questi tre aspetti erano sempre strettamente congiunti. Non è stato un guadagno per la prassi successiva l'aver ridotto tutto al solo momento rituale, al Sacramento.  
 
 

§ Tutto ciò appare sempre più chiaro alla coscienza cristiana; se la domenica è il giorno dell'Eucaristia, ciò non è solo perché è il giorno in cui si partecipa alla Messa, quanto piuttosto perché in quel giorno, più che in qualunque altro, il cristiano cerca di fare della sua vita un dono, un sacrificio spirituale gradito a Dio, a imitazione di colui che nel suo sacrificio ha fatto della propria vita un dono al Padre e ai fratelli. Parola che annuncia e ripropone questo dono di sé, sacramento che lo comunica significandolo nella frazione del Pane come gesto della condivisione, disponibilità al servizio che nasce direttamente dalla stessa carità di Cristo: questa è la vita eucaristicamente vissuta. A tutto questo dovrà mirare la pastorale e la celebrazione dell'Eucaristia domenicale. Accontentarsi di garantire a tutti, in qualunque modo e a qualunque prezzo, la semplice soddisfazione del precetto festivo sarebbe ben povera cosa. Il precetto sarà accolto con sicurezza, se innanzitutto sarà compreso il significato reale e complessivo dell'Eucaristia domenicale.  

 & IGdS 11-12


 

 

Tommaso Stenico  -  pagine di teologia pastorale e catechesi  -  www.stenicotommaso.it     tomstenico@stenicotommaso.it