Significato
e rito
La riflessione particolare sul
sacramento della Confermazione o Cresima richiede un breve e sintetico
richiamo al contesto sacramentale in genere e a quello più specifico dei
sacramenti della Iniziazione cristiana, in cui si inserisce.
1 - I Sacramenti
Dallo studio dei fondamenti del
Cristianesimo si giunge a comprendere che questo è una Religione rivelata da
Dio per mezzo di Gesù di Nazareth ritenuto il Cristo (= portavoce di Dio)
sulla garanzia della sua risurrezione.
Il cristiano (adulto) è colui che
crede a Gesù Cristo, perchè è risorto, e si impegna a vivere secondo i suoi
insegnamenti, entrando a far parte della comunità cristiana, la Chiesa.
I sacramenti sono segni particolari
con cui il cristiano manifesta alla comunità la sua volontà di impostare
tutta la sua vita secondo quanto Gesù Cristo ha proposto attraverso il suo
ministro. Tali segni, nella loro sostanza, sono stati voluti e istituiti da
Gesù Cristo e dati in consegna alla Chiesa. Essi esprimono la propria
adesione a Gesù Cristo in situazioni fondamentali della vita, dalle quali
dipendono tutte le altre.
La loro necessità è legata al fatto
che Gesù ha pensato la sua Chiesa come comunità visibile, nella quale si
entra ponendo dei segni che esprimano la propria volontà di essere cristiani
e il suo accoglimento da parte di chi rappresenta Cristo, capo della Chiesa
(cf. Mc 16,16).
Più profondamente, la necessità dei
sacramenti è richiesta dal fatto che realtà spirituali soprannaturali si
possono manifestare solo attraverso segni sensibili: Gesù Cristo, attraverso
il suo ministro, annuncia e propone il piano di Dio (Ef 1,3-11; 3,4-12) e
l’uomo visibilmente lo riconosce e accetta di viverlo nelle situazioni più
importanti e decisive a cui si collegano tutte le altre.
In questi segni ‘efficaci’, posti i
quali veramente ci si incontra con Gesù Cristo e si realizza una personale
adesione a Lui, bisogna distinguere il rito, cioè il complesso dei segni
(gesti e parole) e la realtà significata.
Il rito è stato fondamentalmente
indicato da Gesù Cristo e specificatamente determinato dalla Chiesa secondo
precise norme liturgiche che nella storia hanno subito dei cambiamenti; la
realtà significata non può cambiare, perchè esplicitamente risale a Gesù
Cristo.
I sacramenti sono sette: Battesimo,
Confermazione o Cresima, Eucaristia, Penitenza, Unzione degli Infermi,
Ordine e Matrimonio.
2 - I Sacramenti della Iniziazione
Cristiana
I primi tre sacramenti prendono in
considerazione la volontà di diventare cristiani. E’ un’unica volontà, ma
così complessa che viene espressa in tutte le sue implicanze attraverso tre
sacramenti.
a - Il Battesimo, bagno che esprime
il distacco dal peccato e la propria fede in Gesù.
b - La Confermazione, imposizione
delle mani e unzione sulla fronte che esprime la propria volontà di amare
Dio e gli uomini come li ama Gesù (con lo Spirito di Gesù).
c - L’Eucaristia, cena sacra che
esprime il ringraziamento a Dio per tutti i doni fatti agli uomini
attraverso Gesù, l’unione di tutto se stesso al sacrificio di Gesù e la
comunione ai fratelli nella fede (la Chiesa).
Con questo sacramento l’Iniziazione
cristiana è considerata compiuta.
Nella loro sostanza i tre sacramenti
risalgono a Gesù.
1. Gesù
ha inviato i suoi discepoli a predicare il vangelo e a battezzare coloro
che avrebbero accolto la predicazione: Mt 28,18-19; Mc 16,15-16. Notiamo
che, nei passi citati, la parola 'Battesimo' si riferisce esplicitamente
al Battesimo 'in acqua' ed implicitamente anche a quello 'nello Spirito'
(cfr. Atti 1,5), cioè al segno che 'caratterizza' la venuta del Cristo (cfr.
Gl 3,1-2; Ez 36,26-27; Atti 2,33) e la piena adesione spirituale a Lui.
2.
Gesù ha parlato della necessità di
'nascere dall'acqua e dallo Spirito' (cfr Gv 3,1-3), di Battesimo 'nello
Spirito' (cf. Atti 1,5), e di una donazione dello Spirito Santo (cf. Gv
7,37-39; 14,15-17.26; 20,22; Atti 1,8; coll. 2,38)
3. In
particolare, per quanto riguarda i riti della Confermazione, sono stati
poi gli Apostoli e la Chiesa (cf. Atti 8,14-17; 19,5-6; Eb 6,2.4) che
hanno adottato quei gesti concreti, (imposizione delle mani e unzione
della fronte) già praticati dal popolo ebraico per indicare una piena
disponibilità al servizio di Dio e dei fratelli e la donazione dello
Spirito (cfr. Deut 34,9; Is 61,1).
4. L’Eucaristia
è stata istituita durante l’Ultima cena, quando Gesù ha detto: "Questo è
il mio corpo, questo è il mio sangue. Fate questo in memoria di me" (cfr.
Lc 22,19-20; 1 Cor 11,23-25).
3 - La
Confermazione o Cresima
Dalla storia dei riti della
Iniziazione cristiana, noi sappiamo che questi venivano compiuti in un’unica
celebrazione, perché costituivano una profonda unità, essendo espressivi
della globalità della adesione al Cristo.
Il rito del Battesimo, che era un
bagno di purificazione dai propri peccati e segno della fede, veniva
’completato’ dal Vescovo, capo della comunità cristiana, col rito
dell’unzione della fronte col crisma (= olio profumato; di qui la parola ‘Cresima’)
e dall’imposizione delle mani, per indicare una piena appartenenza
(consacrazione) al Cristo attraverso l’accoglimento del dono del suo
Spirito, la carità.
E’ chiaro che, quando la persona, a
livello interiore, diceva ‘no al peccato’, contemporaneamente diceva ‘sì a
Dio’, con una decisione che coinvolgeva tutta la sua vita, ma i segni per
esprimere questo duplice atteggiamento erano due: il Battesimo (che
esprimeva il ‘no al peccato’) e la Confermazione (che esprimeva il ‘sì
vitale a Dio’).
La Confermazione, come dice la
stessa parola latina (confirmatio), "completava" (‘confermava’, ’rendeva
stabile’, ‘perfezionava’) il Battesimo (non il battezzato!), in quanto
esprimeva ciò che di sua natura il rito del Battesimo non era in grado di
esprimere.
Questo vuole essere anche oggi il
significato della Confermazione!
Nel rito del Battesimo la persona
pone il segno della sua opposizione al peccato (= egoismo) e della sua fede
in Gesù risorto, accettando come vero il suo modo di pensare su ogni realtà:
Dio (Uno e in tre persone, Padre, Figlio e Spirito Santo); l'uomo (figlio di
Dio); il mondo (creatura di Dio per il servizio dell'uomo).
Nel rito della Confermazione la
persona pone il segno di voler anche ‘vivere’ secondo la fede professata,
cioè accetta di "vivere" da figlio di Dio nello Spirito del Figlio, lo
Spirito Santo: si impegna ad amare Dio come Padre e gli altri come fratelli,
sull'esempio di Gesù (= carità) (cfr Rom 8,14-17; Gal 4,4-7).
La Confermazione o Cresima è in
sintesi il segno della carità o dell'accoglimento dello Spirito Santo.
-
E' chiaro che, la celebrazione
della Confermazione, a livello interiore, riprende e intensifica
l’opposizione al peccato, l’adesione di fede, ed anche la volontà di
‘vivere’ nella carità, ma essa in particolare è il segno di questo
aspetto complementare dell’adesione spirituale a Gesù, la carità.
Col segno della carità, il cristiano
esprime di voler essere col suo spirito ‘completamente’ unito al Cristo,
conformandosi al suo Amore verso il Padre e verso tutti i fratelli.
In tal modo, nella Confermazione, si
fa "proprio" il dinamismo interiore che anima la SS. Trinità: vivendo nello
Spirito (l'Amore tra il Padre e il Figlio), le tre Persone divine diventano
"inabitanti" in noi (cfr Gv 14,23): la vita di Dio, a noi partecipata,
diventa anche "nostra".
Da questa decisione, compiuta ed
espressa nella Confermazione, dipenderà tutta la vita morale ‘cristiana’,
che sarà motivata dal principio ‘nuovo’ della carità, sarà tutta mossa
interiormente dallo Spirito del Cristo. Ogni peccato sarà un rifiuto
cosciente e libero della realtà interiore significata nella Confermazione.
4 - Alcune
conseguenze
Dal fatto che la Confermazione è il
sacramento della carità o dello Spirito, derivano alcune ‘conseguenze’
importanti, che spiegano anche tante espressioni con cui di solito si
presenta questo sacramento e che si possono riprendere, inserendole però in
una impostazione più coerente.
1) La Confermazione è il sacramento
che ‘rende perfetti cristiani’.
Anzitutto affermiamo, come già si è
accennato, che il cristiano, avendo deciso di lasciarsi guidare dalla
carità, ha dato il segno del ‘compimento’ (o perfezione) della sua unione
spirituale a Gesù: dopo aver creduto in Lui, ha manifestato la volontà di
amare come Lui. Al rito del Battesimo mancava ancora l’espressione rituale
di quell’aspetto che "perfezionava" l’unione spirituale a Gesù
(Confermazione: sacramento perfettivo del Battesimo).
2) La Confermazione è il sacramento
della ‘maturità cristiana’. Tale espressione non può indicare la
Confermazione come il sacramento dell’età adulta, come se dovesse essere
celebrata quando la persona ha raggiunto un certo grado di maturità ‘psicologica’.
Concepita così, perderebbe
significato tutta la tradizione antica (ancora attuale nella liturgia
orientale), che vedeva i tre riti dell’Iniziazione cristiana profondamente
legati e compiuti successivamente come momenti diversi di un’unica
celebrazione, quella in cui la persona si univa totalmente al Cristo
diventando esplicitamente cristiana.
Se parliamo allora di ‘maturità’ per
la Confermazione, dobbiamo ancora riferirci ad essa come al sacramento della
‘carità’. Esprime cioè quell’aspetto dell’unione spirituale al Cristo, in
base al quale la persona si lascia guidare e muovere da un principio
interiore, la carità:
-
il cristiano "maturo" non agisce più per una imposizione esterna, per un
comando o una legge, ma spontaneamente, perché vuole lui.
-
è
questa la maturità che il rito della Confermazione esprime,
indipendentemente dal fatto che il soggetto sia adulto od ancora
bambino.
3) La Confermazione è il sacramento
della ‘testimonianza cristiana’.
Questa espressione, ancora una
volta, vuole indicare le conseguenze di quella carità, da cui il cristiano
vuole lasciarsi condurre nella sua vita e di cui la Confermazione è il
segno.
-
E'
la carità infatti che spinge a superare con fortezza e perseveranza
tutte le difficoltà provenienti dall'egoismo proprio ed altrui e che
stimola a vivere da cristiani, amando costantemente il Padre e tutti i
fratelli (cfr. 2 Cor 5,14-15).
Allo stesso modo, è la carità che
spinge ad assumersi particolari impegni di servizio ai fratelli ed a
professare la fede cristiana coraggiosamente, in ogni circostanza, con
l’esempio e con la parola, annunciandola anche a chi non la conosce.
Il cristiano che ama profondamente
gli altri, sente come suo preciso dovere il far loro conoscere la sua fede,
affinché anch’essi possano amare ‘coscientemente’ Dio come Padre e gli altri
come fratelli, esplicitando in essi l'intimo rapporto di figli nei confronti
del Padre e di fratelli in Cristo.
4) Infine, sempre ancora alla luce
della Confermazione, segno della carità o dello Spirito, riusciamo a
comprendere i cosiddetti ‘doni dello Spirito Santo’: sapienza, intelletto,
consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio.
Anch’essi vanno considerati come
conseguenze di quella carità con cui si è deciso di vivere, facendo proprio
l’Amore del Cristo, lo Spirito.
In tal modo, chi ama conosce qual è
la regola fondamentale del vivere e sa risolvere con prudenza ed
assennatezza ogni difficile situazione di vita, cogliendo in tutto la
volontà di Dio da realizzare (= sapienza).
-
Chi ama intuisce in profondità e
più facilmente il senso dell’insegnamento di Gesù e delle Scritture (cfr.
Lc 24,45)(= intelletto).
-
Chi ama non rifiuta di
consigliare una persona e l’aiuta a scoprire qual è il suo vero bene (=
consiglio).
-
Chi ama sa affrontare con
decisione, coraggio e perseveranza ogni difficoltà nella sua vita
cristiana (= fortezza).
-
Chi ama desidera conoscere
sempre più le cose create, per poter contemplare in esse la grandezza di
Dio creatore (= scienza).
-
Chi ama ha il desiderio profondo
di pregare dialogando col Padre con la confidenza di un figlio (=
pietà).
-
Chi ama non ha paura di Dio, ma
ha il timore di non amarlo come dovrebbe (= timor di Dio).
Conclusione
La carità, espressa nella
Confermazione, è il movente di ogni azione del cristiano ed ha tutte le
caratteristiche di cui San Paolo parla in particolare nella sua prima
lettera ai Corinzi 13,1-8.