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Famiglia
per vocazione
per una pastorale della famiglia

Tommaso
Stenico
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1.
Valorizzare il fidanzamento
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2.
Il matrimonio come vocazione
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3.
Chi chiama è il Signore
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4.
Le «vocazioni»
del matrimonio
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5.
Orientamenti pastorali di morale prematrimoniale
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6. Educare
oggi
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7.
La
famiglia, comunità educante
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8.
Il mistero educativo della famiglia
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9.
La famiglia cristiana, comunità credente ed
evangelizzante
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10.
La famiglia cristiana, comunità in dialogo con il
mondo
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11.
La Chiesa genera la famiglia cristiana
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12. La
Chiesa edifica la famiglia cristiana
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13.
La
Chiesa educa la famiglia cristiana
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14.
La famiglia coopera a edificare la comunità
parrocchiale
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15.
La missione profetica della famiglia
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16. La
missione
sacerdotale della famiglia
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17.
La
missione regale della famiglia
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3.
Chi chiama è il Signore
«L’alleanza e la comunione tra Dio e gli uomini è il contenuto
centrale della rivelazione divina e costituisce l'esperienza fondamentale di
fede di Israele nel suo itinerario di liberazione e di speranza messianica.
Lungo questo itinerario Dio si propone alla sua comunità, cioè al popolo di
Israele, come uno sposo che lo ama e vuole essere riamato: lo sceglie con un
amore gratuito, lo libera e lo salva, lo fa "suo popolo"
nell'alleanza, lo guida con una fedeltà sponsale che non viene mai meno» (ESM
22).
L'alleanza stretta da JHWH con il popolo di Israele e quella di Cristo con il
nuovo popolo di Israele - la sua Chiesa - non è sentimento emotivo. È
decisione.
Già nell'Antico Testamento Dio parla di sé attraverso la parabola
dell'esistenza matrimoniale.
«... Israele trova nella realtà umana dell'amore coniugale e familiare il
simbolo di quella singolarissima alleanza che unisce JHWH al suo popolo e
questi al suo Dio» (ESM 24).
L'alleanza d'amore - tante volte rinnegata e tradita dal popolo di Israele,
sposa infedele - è sempre riannodata da Dio-sposo fedele.
La storia della attesa di un Salvatore è intreccio di amore gratuito e di
peccato, di fedeltà e di adulterio, di ricaduta e di perdono.
Mediante la voce dei profeti Dio denuncia continuamente le deviazioni e i
tradimenti del popolo eletto come infedeltà al suo patto sponsale e, al tempo
stesso, svela quanto fosse grande l'amore con il quale egli ama il suo popolo
(cf Os 2,18-21; Ez 16,8; Is 54,5). Nonostante tutto l'amore di Dio, come
l'amore di uno sposo fedele, non viene mai meno: «Ti farò mia sposa per
sempre. Ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e
nell'amore: ti fidanzerò con me netta fedeltà e tu conoscerai il Signore»
(Os 2,21-22).
«Non aver paura, non sarai più umiliata; non arrossire, non sarai più
disonorata. Il tuo creatore sarà il tuo sposo, il suo nome è: Signore
dell'universo. Sarò sempre con te con un amore infinito, dice il Signore, il
tuo liberatore. Anche se le montagne cambiano di posto o le colline sparissero
il mio amore per te non cambierà mai, e la felicità che ti prometto non verrà
mai meno. Lo dice il Signore che ti ama» (cf Is 54,4 s).
«Il tuo nome non sarà più città abbandonata, il tuo paese non si chiamerà
più terra desolata. Invece il tuo nome sarà gioia del Signore e la tua terra
si chiamerà sposa felice. Infatti sarai veramente la delizia del Signore e la
tua terra avrà in lui uno sposo. Come una giovane sposa, una ragazza, così
il tuo Creatore sposerà te. Come l'uomo gioisce per la sua sposa, così il
tuo Dio esulterà per te» (Is 62, 4-5).
Gesù è il compimento di tali profezie. Egli è il Dio che viene a sposare la
terra; è un'alleanza di solidarietà, che è comunione intima di vita. «In
Gesù Cristo l'alleanza tra Dio e gli uomini si restaura e si fa piena e
definitiva. Egli stesso, figlio di Dio fatto carne, è la nuova ed eterna
alleanza, è lo sposo che ama e si dona come Salvatore all'umanità» (ESM
26). È la Chiesa che entra in una tale pienezza di mistero nuziale. È tutta
la Chiesa che è chiamata a questo patto matrimoniale.
L'amore nuziale è il modo che ha Cristo di amare ed è il modo che ha Cristo
di unirsi a noi. Tutta la vita cristiana è nell'immagine della nuzialità.
Questo ci rimanda all’icona della Trinità, al mistero di Dio uno nelle tre
persone divine, che è mistero di comunione, mistero di reciprocità che
unisce nelle differenze.
Il punto fondamentale della vocazione al matrimonio è, pertanto, accoglienza
di tale mistero di nuzialità: immersione nell'amore sponsale di Cristo. Ogni
comunione autentica è riflesso e dono della comunione di Dio: «La coppia
cristiana, in forza del sacramento partecipa a quella comunione di amore che
costituisce il mistero stesso di Cristo nel suo legame con la Chiesa e il
mistero della Chiesa nel suo indefettibile rapporto con il suo Signore» (ESM
34).
La coppia cristiana non si sostiene soltanto per la naturale complementarità
esistente tra uomo e donna, né si regge unicamente sulla volontà di
comunione degli sposi, ma ha la sua matrice ultima nel mistero della comunione
trinitaria. Prima di pervenire e per preservare l'amore di un uomo e di una
donna occorre passare attraverso l'olocausto della volontà. L'accettazione,
cioè, di questa grande chiamata al mistero nuziale di Cristo. «Eccomi,
Signore, io vengo a far e la tua volontà. Eccomi, sono... la serva del
Signore...». Il matrimonio di Maria e di Giuseppe illumina la distinzione tra
desiderio, emozione, sentimento, inclinazione e vocazione. Giuseppe, mettendo
Dio al primo posto e Maria prima di se stesso, rinuncia prima a Maria e poi la
sposa, secondo il volere di Dio. Il matrimonio è così, chiamata di Dio
all'alleanza con una donna e con un uomo, trasfigurata dal sacramento
applicato allo sposo e alla sposa, perché in questa consacrazione essi -
reciprocamente - abbiano la missione di salvarsi, si aiutino a raggiungere la
santità.
Cogliere in profondità il senso della vocazione allo stato coniugale
significa essere pronti a dare una inequivocabile risposta a Dio e che,
attraverso la via e la vita del matrimonio, si intende incamminarsi seriamente
sulla via della santità. Diventare santi attraverso il patto e lo stato
nuziale. Possiamo parlare di vocazione al matrimonio soltanto in termine di
decisione di salvezza e di santità coniugale.
La stessa definizione di sacramento tramandataci dal catechismo, afferma che i
sacramenti sono segni efficaci della grazia istituiti da Gesù Cristo per
santificarci. Celebrare il sacramento del matrimonio - in spirito e verità -
vuoi proprio dire scegliere di incamminarsi lungo la via dell'ascetica e della
mistica e di una vita santa per santificare e santificarsi, attraverso lo
stato matrimoniale. In tal modo i coniugi cristiani diventano, reciprocamente,
segno-sacramento di salvezza.
Giovanni Paolo II parla in tal senso della comunità coniugale come comunità
salvante (cf FC 49). Chiamati da Dio a condividere, nella nuova alleanza, la
comunione d'amore tra Cristo e la sua Chiesa, gli sposi cristiani vengono
inseriti nella sublime realtà della salvezza e della grazia. Il matrimonio
quando è elevato alla dignità di sacramento e corroborato dalla grazia
diventa così il luogo in cui gli sposi cercano la propria realizzazione umana
e cristiana in senso pieno: cercano cioè, la santità della vita a due in uno
scambio di doni, tutti riassunti nell'amore coniugale vero, immagine vivente
dell'amore di Cristo per la Chiesa.
La costituzione dogmatica Lumen Gentium - parlando del multiforme esercizio
della santità - fa esplicito riferimento alla condizione familiare invitando
i coniugi cristiani a sostenersi con costante amore nella grazia per tutta la
vita... (LG 41).
E il documento Evangelizzazione e sacramento del matrimonio della Chiesa
italiana afferma: «In forza del sacramento, gli sposi sono consacrati per
essere ministri di santificazione nelle famiglie e di edificazione della
Chiesa» (ESM 104).
Non vi può quindi essere dubbio che il matrimonio, quale il Signore vuole sia
vissuto, è anch'esso una via che porta al regno dei cicli, meta ultima di
ogni esistenza cristiana.
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