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Famiglia
per vocazione
per una pastorale della famiglia

Tommaso
Stenico
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1.
Valorizzare il fidanzamento
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2.
Il matrimonio come vocazione
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3.
Chi chiama è il Signore
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4.
Le «vocazioni»
del matrimonio
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5.
Orientamenti pastorali di morale prematrimoniale
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6. Educare
oggi
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7.
La
famiglia, comunità educante
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8.
Il mistero educativo della famiglia
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9.
La famiglia cristiana, comunità credente ed
evangelizzante
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10.
La famiglia cristiana, comunità in dialogo con il
mondo
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11.
La Chiesa genera la famiglia cristiana
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12. La
Chiesa edifica la famiglia cristiana
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13.
La
Chiesa educa la famiglia cristiana
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14.
La famiglia coopera a edificare la comunità
parrocchiale
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15.
La missione profetica della famiglia
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16. La
missione
sacerdotale della famiglia
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17.
La
missione regale della famiglia
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13.
La Chiesa educa
la famiglia cristiana
In una pagina precedente dedicata all'educarsi della famiglia perché
essa educhi, si legge: «La Chiesa è anch'essa madre e maestra e proprio
perché madre si è sempre occupata della famiglia e della pastorale
familiare non solo perché alla base della famiglia vi è un sacramento ma
perché occuparsi della famiglia significa cogliere nel segno molti problemi
che - visti prescindendo da essa potrebbero essere considerati in modo
parziale e unitario. La Chiesa proprio perché madre, crede nella famiglia. Le
difficoltà non la spaventano né costituiscono ragioni di pessimismo,
tristezza o rilassamento. Anzi, mentre è sollecitata - nell'attesa - dalla
paziente speranza, essa si predispone a una più intensa e accurata azione
pastorale».
È una questione d'amore!
Solo chi ama sa educare davvero. Ed educare è uno squisito atto d'amore.
Ricorda Giovanni Paolo II a tal proposito: «Amare la famiglia significa
saperne stimare i valori e le possibilità, promuovendoli sempre. Amare la
famiglia significa individuare i pencoli e i mali che la minacciano per
poterli superare. Amare la famiglia significa adoperarsi per crearle un
ambiente che favorisca il suo sviluppo.
E, ancora, è una forma eminente d'amore ridare alla famiglia cristiana di
oggi - spesso tentata dallo sconforto e angosciata per le accresciute
difficoltà - ragioni di fiducia in se stessa, nelle proprie ricchezze di
natura e di grazia, nella missione che Dio le ha affidato» (FC 86).
È in quest'ambito pedagogico di azione educativa che la comunità
parrocchiale aiuta la famiglia a riscoprire con crescente profondità la
ricchezza e la forza del suo essere missionaria per la Chiesa e sulle strade
degli uomini nel mondo contemporaneo.
Il modo più agevole e immediato di educare la famiglia al di là delle
semplici dichiarazioni di principio e di intenti, è quella di proporre spazi
e momenti di partecipazione.
FAMIGLIA AL CENTRO
La Chiesa educa la famiglia ponendola al centro della sua azione pastorale.
È vero che la coscienza partecipativa alla vita della Chiesa ha riscontrato
una crescita di indubbia valenza; occorre tuttavia promuovere sempre più
l'indole di partecipazione, in primo luogo delle famiglie, alla vita della
comunità parrocchiale e diocesana.
Gli ambiti non mancano. Nel capitolo Famiglia comunità educante è stata
dedicata ampia attenzione alla dimensione educativa della famiglia. Qui si
ripropongono alcuni ambiti e occasioni di una presenza e partecipazione
costruttiva, rinviando al volume citato la descrizione delle motivazioni qui
appresso solamente elencate.
Partecipazione e presenza:
§
nei consigli pastorali parrocchiali e diocesani;
§
nel coinvolgimento nel cammino di fede che i figli percorrono,
anche in
preparazione dei
sacramenti dell'iniziazione cristiana.
È questa una grazia preziosissima che ai genitori viene offerta;
§
nella assunzione del ministero di catechista, con speciale riferimento
alla catechesi familiare nei centri d'ascolto e/o alla catechesi degli adulti;
§
promuovendo la catechesi dei ragazzi e degli adolescenti, specialmente
nel periodo del dopo-cresima rendendosi un poco disponibili ad accogliere
nelle loro case gruppi di ragazzi e adolescenti che si aprono alla vita;
§
nell'animazione di attività d'oratorio o educative;
§
nella organizzazione, animazione e conduzione di scuole per genitori;
§
nelle équipes di preparazione dei giovani al fidanzamento e dei
fidanzati al matrimonio;
§
nell'evangelizzazione di altri sposi e famiglie, favorendo incontri
specifici rivolti alle coppie su temi del matrimonio e famiglia;
§
negli incontri di preparazione dei genitori al battesimo dei propri
figli;
§
nei consultori familiari, sia pubblici sia di ispirazione cristiana.
TESTIMONIANZA DI AMORE
La Chiesa educa la famiglia alla testimonianza della carità.
L'obiettivo potrebbe essere agevolmente siglato con uno slogan: Per
una famiglia più aperta alla società. La comunità ecclesiale è
chiamata a educare la famiglia a farle fare un passo avanti
nell'atteggiamento e nella pratica della solidarietà e della partecipazione
sociale, al fine di contribuire a una civiltà dell'amore e della pace.
Vi sono competenze e ambiti per i quali la famiglia cristiana nel suo insieme,
la stessa coppia e altresì i singoli membri della famiglia - meglio di ogni
altro - possono essere presenti in situazioni e circostanze che richiedono di
essere informate con il lievito e il sale dello stile cristiano.
Nonostante l'atmosfera nella quale la famiglia fa fatica a respirare, a
crescere, a riprodursi; in una società povera di riferimenti, la relazione
d'amore tra un uomo e una donna possono essere chiari segni di testimonianza
dell'amore con cui Dio continua ad amare l'umanità. In tal senso la famiglia,
e la famiglia cristiana in modo specialissimo, può costituire uno dei germi
di speranza, uno dei segnali positivi che emergono dall'esistente.
Occorre tuttavia che la famiglia sia educata e sospinta a prendere sempre più
coscienza dei propri diritti e dei propri compiti per aprirsi verso
l'esterno. Se attraverso modelli trasparenti testimonierà la sua identità
nella cultura, se sarà riconosciuta come soggetto ecclesiale e sociale
effettivo potrà avere una notevole funzione.
«Il rapporto di reciproca carità tra l'uomo e la donna... la fedeltà
coniugale, la paternità e la maternità responsabili e generose,
l'educazione delle nuove generazioni all'autentica libertà...,
l'accoglienza degli anziani e l'impegno di aiuto verso altre famiglie in
difficoltà, se praticanti con coerenza e dedizione in un contesto sociale
spesso non disponibile e anche ostile, fanno della famiglia la prima
vivificante cellula da cui ripartire per ritessere rapporti autentici di
umanità nella vita sociale» (ETC 30).
È l'educazione alla condivisione e alla solidarietà. La comunità
parrocchiale si impegna ed è chiamata ad impegnarsi sempre più - con ogni
forma ordinaria e straordinaria di prassi pastorale - a educare la famiglia
alla fraternità, alla solidarietà:
§
coinvolgendola nella sua attenzione privilegiata ai poveri, agli
ammalati, agli anziani, alle persone sole, agli immigrati, ai nomadi, agli
svantaggiati;
§
a impegnarsi per una autentica accoglienza verso i nuovi poveri:
alcoolisti, ammalati di aids, tossicodipendenti, carcerati, superando facili
e non scientifici preconcetti, non esclusa, tuttavia ogni legittima prudenza
e lecita prevenzione;
§
a promuovere la difesa della vita dal suo nascere al suo tramonto
naturale, nell'impegno di aiuto verso le famiglie in difficoltà, verso i
separati, i divorziati, le ragazze madri;
§
ad aderire alle diverse forme di volontariato nelle iniziative di
assistenza e di aiuto al mondo attraverso la Caritas e il Centro Missionario;
§
a farsi carico delle istanze polìtico-amministrative locali e/o su più
ampia dimensione sociale per una corresponsabilità politica anche a favore
della famiglia;
§
a superare le chiusure e le divisioni tra gruppi e persone, comunità e
movimenti; solidarietà è prima di tutto capacità di operare insieme con gli
altri. Il servire insieme ha un significato comunionale ed ecclesiale che è
già un primo passo verso la carità del Vangelo.
Numerosi potrebbero essere, ancora, gli ambiti e i luoghi di partecipazione e
di solidarietà, ma un tratto dominante li accomuna: la formazione e
l'educazione a essere presenti. Per questo la formazione deve mirare a colmare
il fossato tra il dire e il fare, che è poi - per i cristiani quello tra fede
e vita, fede e impegno sociale; e, nella pastorale, quello tra annuncio,
celebrazione e testimonianza.
La carità del Vangelo - cioè l'annuncio della Buona Novella - deve diventare
il Vangelo della carità, cioè testimonianza.
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