IL MISTERO DELLA SCELTA


Ti ho chiamato per nome” (Is 43,1).

        
Quando i farisei si sono rivolti a Gesù per parlargli del divorzio, egli li ha invitati a contemplare il disegno di Dio “dall’inizio”:
         “Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così” (Mt 19,8).

         Questo “non fu così” sembra comunicare tutta la nostalgia di un Dio che avrebbe voluto qualcos’altro per i suoi figli, ma che questi non hanno perseguito.

         Mi sembra che il progetto di Dio sia espresso con maggiore respiro e vigore in Efesini 1,3-6:
         “Benedetto sia Dio… che ci ha benedetti… ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo… “ .

         Queste parole ci colpiscono nel profondo. Quando un uomo e una donna si congiungono, lo sappiamo bene, un ovulo e milioni di spermatozoi, quindi milioni di bambini, si incontrano. E’ ovvio che questo incontro avviene secondo leggi naturali. Se queste leggi però possono spiegare come avviene l’incontro, non possono invece spiegare il “perché” .

         Perché proprio io sono stato chiamato alla vita se non per la scelta di un Dio che mi conosce, mi sceglie e vuole proprio me? L’amore infinito che è Dio mi ha scelto “per santo e immacolato al suo cospetto nella carità”.

         Siamo tutti predestinati alla “santità”. La predestinazione non quella caricatura di alcuni dicono: alcuni si salveranno altri invece no, come se Dio volesse fare questa distinzione.

         Ognuno di noi è unico in Dio. Nessuno fra i miliardi di uomini avrà il mio stesso viso. E anche in questo i gemelli hanno qualcosa che li rende diversi l’uno dall’altro.


“Voi mi direte Padre mio” (Ger 3,19).

         Il primo passo che dobbiamo fare, nel cammino di fede, è quello di accettare gioiosamente l’azione della grazia che ci permette di iniziare una relazione d’amore filiale con Dio, di conoscerlo come il Padre mio e sceglierlo liberamente.

         Nella Bibbia si ripete il lamento di Dio per il fatto di non essere riconosciuto come il Padre. Sentiamo dentro di noi l’appello di Dio che ci dice all’inizio di questo corso: “Figlio/a mio/a ti ho voluto, ti ho chiamato alla vita, vorrei colmarti di beni. Perché tu non vuoi?”

         E’ la nostra storia, è la mia storia di costante sfiducia verso l’amore offerto dal Padre. E’ la storia dell’umanità fin dal suo inizio. Dio non dice “castigherò”, ma “risanerò” perché egli sa che nel momento in cui ci allontaniamo da lui facciamo del male innanzitutto a noi stessi.

 

 

Tommaso Stenico  -  pagine di teologia pastorale e catechesi  -  www.stenicotommaso.it     tomstenico@stenicotommaso.it