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LO
SPOSALIZIO DI CANA
Gv 2,1-2 .
Il testo è ricco di simboli. La vita pubblica di Gesù inizia proprio
sotto il segno delle nozze fra un uomo e una donna. Ecco perché il mistero
del Regno di Dio è mistero nuziale. Il matrimonio così diventa segno
dell’alleanza eterna di Dio stesso con l’uomo.
La presenza di Gesù a Cana è simbolo del passaggio dalla legge al
sacramento dell’amore.
Nei nostri matrimoni invitiamo Gesù ad essere presente e a fare festa
con noi?
“Non hanno più vino” (Gv 2,3)
Il vino per le nozze è finito. La madre di Gesù interviene. Gesù
cambia l’acqua in vino.
Il vino è anzitutto segno della gioia e della festa. Insieme al grano
e all’olio è dono di Dio Creatore. Mancando il vino la festa sarebbe finita
presto.
Quando sembra che l’amore stia per esaurirsi, che la gioia delle
nostre coppie sia destinata al fallimento, se Gesù è invitato alle nostre
nozze umane, l’acqua verrà trasformata nel vino migliore. Ciò che era
fonte di purificazione diventa dono di Dio per la vita. E ciò che era gioia
umana diventa ebrezza di felicità.
“Questo calice è la nuova Alleanza nel mio sangue”
(Lc 22,20)
Il vino è anche segno della nuova Alleanza, che Gesù realizzerà col
dono della sua vita sulla croce. Gesù stesso diventa il vino nuovo che fa
scoppiare gli otri vecchi.
A Cana Gesù sa che quel vino presto diventerà il suo sangue per il
sacrificio. Da questo primo miracolo di Gesù capiamo come non vi è amore
vero se non è vissuto alla luce del sacrificio. Non si tratta di
“dolorismo” o “masochismo”, ma di amare fino in fondo come ha fatto
Gesù la sera della sua Passione. Amare veramente significa uscire da se
stessi, offrirsi senza riserve, scegliere senza concessioni.
E’ in questo modo che Dio ci ama e vi chiama ad amare nel sacramento
del matrimonio.
“Il mio calice trabocca” (Sal 22,5)
Cana rappresenta il luogo del dono di Dio. Gli sposi forse non riescono
a rendersi conto di questo dono. Ma chi di noi, ricevendo un sacramento, ha
piena coscienza di ciò che sta ricevendo!
Per riuscire ad avere la misura della profondità dell’amore di Dio
non è sufficiente una intera vita, con le sue gioie e dolori, con l’amore
donato e ricevuto.
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