Così ...  semplicemente

 


 

Benedetto XVI

“assolutamente nulla anteporre a Cristo,
nulla anteporre all’amore di Cristo

  


Q
uando nella precedente riflessione avevo tentato di dare ragione della scelta del nome Benedetto da parte del neo eletto cardinale Joseph Ratzinger, scrivevo che “piace ravvisare nella scelta“:
 

§         l’amore per la regola di Benedetto;

§         il fatto che Benedetto sia il padre dei monaci d’occidente e il  padre del cristianesimo europeo;

§          la convinzione – assunta dal Cardinale quale regola di vita -  di “assolutamente nulla anteporre a Cristo, nulla anteporre all’amore di Cristo”, secondo il dettato della  regola  benedettina

§         la consolazione alla quale Papa Benedetto XVI attinge     pensando a quanto San Benedetto suggeriva ai suoi  monaci   e che ha voluto nella regola benedettina: de Dei misericordia numquam desperare!

 

E puntualmente ieri il Papa ha affermato: “Di questo Padre del Monachesimo occidentale [Benedetto da Norcia] conosciamo la raccomandazione lasciata ai monaci nella sua Regola: "Nulla assolutamente antepongano a Cristo" (Regola 72,11; cfr 4,21). All’inizio del mio servizio come Successore di Pietro chiedo a san Benedetto di aiutarci a tenere ferma la centralità di Cristo nella nostra esistenza. Egli sia sempre al primo posto nei nostri pensieri e in ogni nostra attività!

 

La centralità di Cristo nella esistenza cristiana è fondamentale per i discepoli del Signore. La centralità di Cristo è stato l’oggetto della ricerca teologica del professor Ratzinger e non può che diventare il leit motiv  del suo pontificato.

Cristo al centro della vita!

E il Papa di ciò  è talmente persuaso che dopo aver ammesso di aver sperimentato nel suo animo -   in occasione della sua elezione  - “sentimenti tra loro contrastanti…: stupore e gratitudine nei confronti di Dio che ha sorpreso innanzitutto me stesso, chiamandomi a succedere all’apostolo Pietro; interiore trepidazione dinanzi alla grandezza del compito e delle responsabilità che mi sono state affidate”, ha dichiarato di trovare “serenità e gioia” derivanti dalla “certezza dell’aiuto di Dio, della sua Madre Santissima, la Vergine Maria, e dei santi Protettori” non senza avvertire il sostegno che proviene dalla “vicinanza spirituale dell’intero Popolo di Dio al quale, come domenica scorsa ho avuto modo di ripetere, continuo a chiedere di accompagnarmi con insistente preghiera”.

 

Fatta questa fondamentale premessa Papa Benedetto avvia un conversazione quasi familiare rendendo partecipi gli amici - come ci chiama Lui – delle motivazioni circa la scelta del nome. “Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per riallacciarmi idealmente al venerato Pontefice Benedetto XV, che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del primo conflitto mondiale. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. …. Il nome Benedetto evoca, inoltre, la straordinaria figura del grande "Patriarca del monachesimo occidentale", san Benedetto da Norcia …La progressiva espansione dell’Ordine benedettino da lui fondato ha esercitato un influsso enorme nella diffusione del cristianesimo in tutto il Continente. San Benedetto è perciò molto venerato anche in Germania e, in particolare, nella Baviera, la mia terra d’origine”.

 

E qui balzano subito evidenti due elementi di un possibile programma pontificio che domenica scorsa Benedetto XVI aveva detto di non voler tracciare , rinviando…. ad altre occasioni.

Ecco la prima! Riferendosi al suo predecessore Benedetto XV papa Ratzinger dice che  “sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell’armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio, dono purtroppo fragile e prezioso da invocare, tutelare e costruire giorno dopo giorno con l’apporto di tutti”.

Guardando  a Benedetto da Norcia il Pontefice non manca di dire che il Santo monaco  “costituisce un fondamentale punto di riferimento per l’unità dell’Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà.”

 

Apprezzato il ripetuto riferimento a Giovanni Paolo II e delicatissima intenzione di “riproporre nei prossimi appuntamenti settimanali il commento da lui preparato sulla seconda parte dei Salmi e Cantici che compongono i Vespri. Con il prossimo mercoledì quindi riprenderò proprio da dove si erano interrotte le sue catechesi, nell’Udienza generale del 26 gennaio scorso”.

 

Grazie Padre Santo, sia per la cordialità, sia per la memoria che vuole ancora tener desta del grande Papa Giovanni Paolo II.

A proposito: sia certo delle preghiere che ci ha chiesto. Non la lasceremo sola!

Lei ci piace! Ha conquistato già i nostri cuori.

E le vogliamo bene.


Tommaso Stenico  -  pagine di teologia pastorale e catechesi  -  www.stenicotommaso.it     tomstenico@stenicotommaso.it