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Il
mese di maggio
Mese della Vergine Maria
Mese del Rosario
Inizia
il mese dedicato alla Madonna e molto caro alla pietà
popolare. Tante parrocchie e famiglie, sulla scia di
tradizioni religiose ormai consolidate, continuano a fare di
maggio un mese "mariano", moltiplicando fervorose
iniziative liturgiche, catechistiche e pastorali!
La
devozione a Maria è stato uno dei fili conduttori e
caratteristici del pontificato di Giovanni Paolo II, che ha
scelto come "motto" del suo ministero l'espressione
monfortana Totus tuus.
Il Papa ha desiderato profondamente che ogni credente possa servirsi
di Maria per arrivare più speditamente a Cristo. Maria è
infatti, come recita un antico inno, la stella
del mare, colei che nella navigazione della fede ci aiuta
a non perdere mai la bussola, e a virare sempre verso Cristo.
La Madonna è maestra di verità e segno della fede vera nel
suo Figlio».
Giovanni
Paolo II nel libro autobiografico "Dono e Mistero"
racconta: "Ci fu un momento in cui misi in qualche modo in discussione il mio
culto per Maria ritenendo che esso, dilatandosi
eccessivamente, finisse per compromettere la supremazia del
culto dovuto a Cristo. Mi venne allora in aiuto il libro di
San Luigi Maria Grignon de Montfort che porta il titolo di
Trattato della vera devozione alla Santa Vergine". Fu
così che il Papa si rese conto che non solo
"Maria ci
conduce a Cristo", ma "che
anche Cristo ci conduce a sua Madre" (Dono
e Mistero, pp. 37-38).
L'avvenimento
mariano più importante di questo secolo è stato senza dubbio
il Concilio Vaticano II, perché da esso è scaturita una
prospettiva mariana che investe il campo dottrinale,
liturgico, pastorale e devozionale. Il Concilio ha voluto
risituare Maria al punto di partenza e al centro stesso del
mistero di salvezza. L'inserimento di Maria nella Costituzione
Dogmatica sulla Chiesa può considerarsi un segno del rapporto
di esemplarità che intercorre fra Maria e la Chiesa: la
Vergine è tipo e compimento della Chiesa. Inoltre, la Vergine
è Madre della Chiesa, giacché è Madre di Cristo e di tutto
il Popolo di Dio, sia dei fedeli che dei Pastori. Paolo VI
ebbe a cuore il proclamarlo solennemente a conclusione della
terza sessione del Concilio, offrendo in tale titolo una
sintesi della mariologia del Concilio (cfr. DC, 6.XII.64, col
1544).
Sono
pertanto due le chiavi per una rinnovata devozione mariana in
linea con il Concilio: la scoperta di Maria nella
contemplazione di quella donna che si è data liberamente
nella fede ai piani e disegni di Dio, e la scoperta della
Madre che ci ha amato nel vedere il suo Figlio donarsi in
sacrificio per noi. In queste direzioni s'inseriscono i
documenti mariani degli ultimi Pontefici e singolarmente le
Esortazioni Apostoliche Marialis
Cultus di Paolo VI (1974), Redemptoris
Mater (1987) e Rosarium
Virginis Mariae (2002) di Giovanni Paolo II.
Ma
la devozione a Maria in questo mese di maggio non deve
limitarsi a un puro sentimento o a mere emozioni; deve
tradursi in preghiera. Che sia dappertutto un mese di intensa
preghiera con Maria con
la quotidiana recita del santo Rosario. Si
tratta di una preghiera semplice, apparentemente ripetitiva,
ma quanto mai utile per penetrare nei misteri di Cristo e
della sua e nostra Madre. E', al tempo stesso, un modo di
pregare che la Chiesa sa essere gradito alla Madonna stessa.
Ad esso siamo invitati a far ricorso anche nei momenti più
difficili del nostro pellegrinaggio sulla terra.
Scrive,
al riguardo Papa Giovanni Paolo II:
"Il Rosario pur caratterizzato dalla sua
fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella
sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità
dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un
compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo
perenne Magnificat per l’opera dell’Incarnazione
redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il
popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi
introdurre alla contemplazione della bellezza del volto dl
Cristo e all’esperienza delta profondità del suo
amore". [Rosarium Virginis
Mariae]
Quant’era
provvidenziale la pia tradizione si era andata stabilendo
nelle famiglie cristiane! Dopo una giornata d’intenso
lavoro, raccolti nella quiete serena delle pareti domestiche,
genitori e figli si riunivano intorno a un’immagine della
Vergine Santa per pregare il santo Rosario. I vecchi
innalzavano la loro preghiera nel pieno della loro maturità,
i fanciulli imparavano, pregando, ad amare la famiglia, prima
chiesa domestica. E la benedizione di Maria pioveva abbondante
sui cuori di tutti. Il Rosario in famiglia era uno degli atti
più solenni e preziosi della vita familiare.
Il
Rosario era il mezzo per elevare la mente, rasserenare i
cuori, trovare conforto nelle sofferenze, educare i fanciulli
e, soprattutto, unire i cuori dei familiari e volgerli tutti a
Dio. Il Rosario era davvero la preghiera familiare per
eccellenza.
Certo,
oggi viene piuttosto da chiedersi se tutte le famiglie
cristiane apprezzano ancora o, addirittura, se conoscono la
preghiera del Rosario! Molte, forse la maggioranza, lo
considerano un costume ormai sorpassato e questo non è certo
un segno confortevole per la vita cristiana.
L’invito
a non trascurare la recita del Rosario soprattutto nel mese di
maggio viene da lontano. Nel 1951, il papa Pio XII così
scriveva: "…è
soprattutto in seno alla famiglia che Noi desideriamo che la
consuetudine del santo Rosario sia ovunque diffusa,
religiosamente custodita e sempre più sviluppata. Invano,
infatti, si cercherà di portare rimedio alle sorti vacillanti
della vita civile, se la società domestica, principio e
fondamento dell’umano consorzio, non sarà ricondotta alle
norme dell’Evangelo. Per ottenere un compito così arduo,
Noi affermiamo che la recita el santo Rosario in
famiglia è un mezzo quanto mai efficace" (Enc. Ingruentium
malorum 1951).
Anche
papa Paolo VI attribuiva una straordinaria importanza al
Rosario recitato in famiglia: "Non
v’è dubbio - scriveva - che
la Corona della Beata Vergine Maria sia da ritenere come una
delle più eccellenti ed efficaci ‘preghiere in comune’
che la famiglia cristiana è invitata a recitare. Noi amiamo,
infatti, pensare e vivamente auspichiamo che, quando
l’incontro familiare diventa tempo di preghiera, il Rosario
ne sia l’espressione più gradita" (Marialis
Cultus 53).
Con
la recita del Santo Rosario, la famiglia cristiana,
sull’esempio di quella di Nazaret, diventa una dimora di
santità e una scuola efficacissima di vita cristiana. La
considerazione dei misteri della Redenzione, infatti, insegna
agli adulti a specchiarsi quotidianamente negli esempi di Gesù
e Maria nelle vita domestica di Nazaret (misteri
gaudiosi), a ricavare da Loro conforto nelle avversità (misteri
dolorosi) e a tendere costantemente verso i beni celesti,
cercando sempre "le cose di lassù" (misteri
gloriosi). Il Rosario, inoltre, porta i piccoli a
conoscere le principali verità delle fede, facendo
germogliare nelle loro anime, quasi naturalmente, la carità
verso il Redentore.
Papa
Giovanni Paolo II, che molte foto ritraggono con la corona del
Rosario in mano, ci ricorda dal paradiso: “il Rosario è
anche, da sempre, preghiera della famiglia e per la
famiglia. Un tempo questa preghiera era particolarmente
cara alle famiglie cristiane, e certamente ne favoriva la
comunione. Occorre non disperdere questa preziosa eredità.
Bisogna tornare a pregare in famiglia e a pregare per le
famiglie, utilizzando ancora questa forma di preghiera….La
famiglia che prega unita, resta unita. Il Santo Rosario,
per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere
preghiera in cui la famiglia si ritrova. I singoli membri di
essa, proprio gettando lo sguardo su Gesù, recuperano anche
la capacità di guardarsi sempre nuovamente negli occhi, per
comunicare, per solidarizzare, per perdonarsi scambievolmente,
per ripartire con un patto di amore rinnovato dallo Spirito di
Dio.. A questa preghiera è anche bello e fruttuoso affidare l'itinerario
di crescita dei figli …. Pregare col Rosario per i
figli, e ancor più con i figli, educandoli fin dai
teneri anni a questo momento giornaliero di « sosta orante »
della famiglia, non è, certo, la soluzione di ogni problema,
ma è un aiuto spirituale da non sottovalutare.
Riprendete con
fiducia tra le mani la corona del Rosario, riscoprendola
alla luce della Scrittura, in armonia con la Liturgia, nel
contesto della vita quotidiana.
«
O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a
Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di
salvezza negli assalti dell'inferno, porto sicuro nel comune
naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto
nell'ora dell'agonia. A te l'ultimo bacio della vita che si
spegne. E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome
tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra
cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei
mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in
cielo ».
(cfr.
Rosarium Virginis Mariae)

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